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Tecnologia e psicologia, il legame che non ti aspetti

Tecnologia e psicologia, il legame che non ti aspetti

Non c’è alcun dubbio sul fatto che la tecnologia abbia cambiato le nostre vite e la nostra quotidianità. Lo si nota anche solo dandosi uno sguardo attorno. Tutti hanno uno smartphone, un iPhone, un tablet o un personal computer, come emerge da un rapporto sul mercato mobile in Italia di Randstad. Siamo circondati da devices, da strumenti e da oggetti che, sotto certi aspetti, semplificano le nostre vite, ma le rendono anche meno relazionali e comunicative. Insomma, una vera e propria arma a doppio taglio.  Usi e costumi dell’uomo però sono totalmente stati rivoluzionati e modificati. Questo è un qualcosa di totalmente oggettivo e inopinabile. Solo un folle potrebbe infatti sostenere il contrario. Ma in pochi hanno pensato a studiare il rapporto tra tutto questo e la psicologia. Si tratta invece di un legame a dir poco straordinario e sorprendente.

Si pensi, per esempio, all’assuefazione, ossia l’adattarsi e l’abituarsi a determinate condizioni e situazioni. È uno dei tipici meccanismi dei videopoker e del gioco d’azzardo in generale, come evidenzia uno studio sui modelli comportamentali pubblicato da Wispa. Ci stiamo riferendo al sistema delle piccole ricompense, all’inserimento di elementi interattivi e all’allungamento dei tempi di gioco. Probabilmente è questo il principale elemento che ne ha decretato il successo e lo sviluppo così rapido e dirompente. Il potere di assuefazione che si va a creare è stato adottato come modello nella produzione di slot machine, videogiochi e social games. Insomma, automatismi fortemente psicologici scattano e vengono innescati. Appare abbastanza chiaro ed evidente che chi opera e agisce nel settore punti molti su questi aspetti. È come una catena perfetta e difficile da spezzare. Si può tranquillamente dire e affermare che il gioco vale pienamente la candela, visti i guadagni e i risultati. Parliamo di un qualcosa, il gambling, che comporta una spesa in denaro. Quest’ultima è destinata a crescere e aumentare se al giocatore verrà data ampia possibilità di scelta. Ecco un altro meccanismo fortemente psicologico. Ma ce ne sono davvero numerosi. E alcuni sono davvero molto interessanti e curiosi.

Ma la tecnologia è anche altro e non solo puro e duro gioco d’azzardo, con tutte le sue sfaccettature. Come già detto, la prima cosa che viene in mente sono i tanto amati e diffusi smartphone. Parlando anche di psicologia, viene da chiedersi se, visto il tempo passato a stretto contatto con essi, non si possa parlare di dipendenza. Domanda non affatto illecita. Le ultime ricerche infatti affermano che, indipendentemente dai vantaggi e dalle innumerevoli funzioni, l’eccessivo utilizzo può portare alla nomofobia (abbreviazione della frasenon-mobile-phone fobia). Cos’è? Spiegata in parole semplici e povere, la paura di restare senza cellulare.  Ansia, paura e repentini cambiamenti d’umore ne sono i sintomi principali. Insomma, la definizione di arma a doppio taglio è perfettamente giusta e corretta. Non vi è alcun dubbio sul fatto che la modernità abbia insiti in sé molteplici positività e comodità, ma non bisogna diventarne succubi e dipendenti. Altrimenti il rischio che si corre è quello di uomo cavia e schiavo della tecnologia. E questo non sarebbe affatto un bene. Anzi, tutt’altro. Tutto, come sempre, dipende dall’uso che se ne fa.. Occorrono dunque razionalità e intelligenza. Meglio tenerne conto e non dimenticarlo, perché potrebbe costar caro.

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