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Ambulanze a rischio: Dott.ssa Caliri: “E’ incomprensibile distruggere il sistema 118”

Ambulanze a rischio: Dott.ssa Caliri: “E’ incomprensibile distruggere il sistema 118”

Dopo che lo scorso 22 marzo il Dipartimento per la Pianificazione Strategica con il protocollo 25831 ha accantonato il Documento Metodologico per la Riorganizzazione del Sistema di Rete dell’Emergenza-Urgenza della Regione Siciliana favorendo nel proprio piano programmatico un drastico taglio delle ambulanze medicalizzate, è scoppiata la polemica da parte dei medici e dei cittadini messinesi.

Nel territorio della provincia di Messina sarebbero previsti solo 13 MSA (Mezzi di Soccorso Avanzato, ndr) contro le precedenti 37 (MSA + MSB, Mezzi di Soccorso di Base, ndr) di cui 27 medicalizzate (MSA),

Inoltre, nel nuovo sistema i tempi di risposta e di intervento del sistema emergenza-urgenza non verrebbero assolutamente garantiti entro quanto previsto dalla conferenza Stato-Regioni (20 minuti in ambiente extra-urbano e 8 in ambiente urbano) comportando il fallimento degli obiettivi di funzionamento e realizzazione delle reti tempo-dipendenti, già operative sul territorio della provincia di Messina (rete STEMI e rete Stroke, ndr) con risultati pari a quelli ottenuti nelle regioni d’Italia più virtuose.

A ciò si aggiunge che la temuta chiusura dei Presidi Territoriali di Emergenza e dei Punti di Primo Intervento, già operanti sul territorio della provincia di Messina, comporterebbe il venir meno dell’azione di filtro operata sugli accessi ai pronto soccorso, oltre il venir meno delle risposte ai bisogni immediati di salute richiesti da parte degli utenti.

E’ intervenuta su questa fattispecie la dottoressa Lina Caliri, medico del 118, in prima linea nel campo dell’emergenza territoriale:

“ E’ incomprensibile la prevista distruzione del sistema 118 della provincia di Messina che ha permesso di realizzare le reti tempo dipendenti per IMA e Stroke che tanti riconoscimenti hanno avuto a livello nazionale ed europeo.  Le reti rappresentano sempre più un filtro per garantire il territorio ed evitare il sovraccarico dei Pronti soccorso.

“ Ancora più incomprensibile – prosegue la dottoressa – se si considera in aggiunta la prevista chiusura dei PTE, (Presidi Territoriali di Emergenza, ndr) che costituiscono su un territorio così complesso ed esteso l’unica risposta alle emergenze-urgenze ancora più essenziali, stante la chiusura e il depotenziamento di molti Pronto Soccorsi .

Il popolo del web, da parte sua, non è rimasto a guardare e ha lanciato prontamente una petizione online sul sito change.org in cui si chiede il mantenimento dell’attuale distribuzione territoriale delle MSA ed MSB, nonché dei PTE/PPI, in quanto economicamente più convenienti rispetto alla loro riduzione o parziale chiusura, a fronte dei vantaggi in termini di salute e sicurezza sociale che essi sono stati finora in grado di fornire ed erogare.

“ Il 118 in questi anni è cresciuto tantissimo – commenta la dottoressa – Oramai questo numero viene utilizzato dai cittadini per qualunque loro necessità. Nel nostro lavoro, inoltre, ci occupiamo anche di trasporti secondari come quello dei soggetti sottoposti a Trattamento Sanitario Obbligatorio, passando anche per città come Palermo e Caltagirone.

Torneremo alla disperata corsa in macchine che sgommano sventolando un fazzoletto bianco in cerca di un medico?
E’ quindi una colpa essere cittadini della provincia messinese? – si chiede accorata la dottoressa Caliri.

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