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Fine di un incubo per Di Napoli

Fine di un incubo per Di Napoli

Il tribunale dell’Aquila, ha assolto Arturo Di Napoli, dal processo “Dirty soccer”, che lo vedeva indagato.  Queste la parole dell’avvocato Antonio Fazio: “Di Napoli da sempre, in ogni sede, ha reclamato la propria innocenza e la propria estraneità agli addebiti mossi senza smettere mai di crederci anche quando sembrava tutto destinato al peggio. E finalmente viene fatta luce su un fatto che, al momento, sta pregiudicando la promettente carriera di Arturo Di Napoli . La decisione ci permette di guardare con positività al futuro. Appena avremo le motivazioni valuteremo le azioni da intraprendere finalizzate a revisionare la sentenza di squalifica”. L’avvocato Fazio precisa inoltre: “Con questa sentenza siamo riusciti a dimostrare che in realtà Di Napoli non ha mai proposto o accettato di combinare la partita . Solo qualche mese prima, a Savona, aveva denunciato un illecito sportivo alle Autorità competenti”.

Ripercorrendo  le tappe per sommi capi di questa inchiesta, rammentiamo che Re Artù, questo il nome d’arte con il quale veniva chiamato in ambito calcistico, era stato indagato all’interno di un’inchiesta che vedeva 70 indagati. Le accuse a carico dell’ex attaccante giallorosso erano di aver alterato alcune partite (in particolare Aquila – Savona), con la complicità di Ercole di Nicola e  altri soggetti.

Incontenibile la felicità manifestata sui social da parte del diretto interessato Arturo Di Napoli , che sottolinea quanto sia importante questa svolta, sia a livello umano che professionale, a dimostrazione che la giustizia trionfa sempre. Ecco nello specifico le sue parole: “Il 2 Febbraio 2016 la mia squalifica, ma oggi si chiude una vicenda che ha per il momento frenato la mia crescita professionale come allenatore nel momento migliore della mia carriera iniziale. L’assoluzione perché il fatto non costituisce reato, mi riempie di gioia e fiducia nella Giustizia. Ringrazio infinitamente i professionisti che mi hanno assistito, lo studio degli avvocati Antonio Fazio e Nicoletta Carè, e l’avvocato Salvatore Staiano grazie ai quali oggi mi ritrovo quel sorriso che questa indagine mi aveva tolto.

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