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Nuovo porto di Tremestieri: il consigliere Gioveni invita a rispettare la “clausola sociale” per l’impiego della manodopera locale

Nuovo porto di Tremestieri: il consigliere Gioveni invita a rispettare la “clausola sociale” per l’impiego della manodopera locale

Il Consigliere comunale Libero Gioveni, dopo aver chiesto più volte in aula all’Assessore ai lavori pubblici De Cola di vincolare le imprese aggiudicatarie delle grandi opere ad assumere il 50% della manodopera locale, sollecita, in relazione all’imminente avvio del cantiere da 72 milioni di euro per la realizzazione della piattaforma logistica intermodale di Tremestieri, il rispetto di quell’impegno assunto dall’Amministrazione che aveva siglato in tal senso un protocollo d’intesa con i sindacati.

“Sono numerosi i disoccupati edili messinesi che adesso sperano di essere collocati sulla base della clausola sociale – spiega Gioveni”.

“Ciò che auspicavamo da tempo – afferma il consigliere – vorremmo adesso diventasse realtà. La clausola sociale sul progetto del nuovo porto di Tremestieri potrebbe finalmente dare respiro a centinaia di famiglie che attendono da anni di poter inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro”.

L’edilizia nella nostra città è paralizzata da fin troppo tempo – prosegue Gioveni – e la clausola sociale negli appalti non può che rappresentare davvero la “svolta” che ci si attendeva per far risollevare l’intero settore edile (vero volano per l’economia messinese che purtroppo al momento non vive di altro) e tutto ciò che ruota attorno ad esso”.

“Mi auguro solo che il dibattito in merito al fatto che la normativa vigente non sembri prevedere l’obbligo, bensì la “facoltà”, da parte dell’impresa aggiudicataria di assumere le maestranze locali – auspica l’esponente del gruppo Misto – non incida negativamente sull’avvio di questo percorso che l’Amministrazione ha promesso di portare a compimento”.

Pertantoconclude Giovenichiedo il rispetto dell’impegno assunto dall’Amministrazione con il Consiglio Comunale e con gli stessi sindacati per l’inserimento del 50% della manodopera messinese in questa mega-opera da 72 milioni di euro, vigilando nel contempo anche sulle modalità di assunzione dei lavoratori edili, a garanzia della necessaria Ancoramassima trasparenza”.

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