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La Polizia di Stato commina due “Daspo Urbani”, a firmarli il Questore di Messina

La Polizia di Stato commina due “Daspo Urbani”, a firmarli il Questore di Messina

Il Questore di Messina, Mario Finocchiaro, aggiunge un nuovo tassello alla strategia, promossa con l’iniziativa “Quartieri Sicuri”, avviata lo scorso settembre, volta ad innalzare il livello della sicurezza urbana.

Ha infatti disposto i primi due “daspo urbani” per la Città dello Stretto, segno tangibile di un impegno costante finalizzato a prevenire quelle situazioni e comportamenti di illegalità incidenti sulla vivibilità di luoghi nevralgici della vita cittadina.
Favorire la cultura della legalità e affermare più elevati livelli di coesione e convivenza civile le ragioni alla base dei due provvedimenti.

I destinatari sono due parcheggiatori abusivi D.G., messinese di 58 anni e R.M., calatino di anni 44.

I due hanno ricevuto la sanzione a causa dell’attività illecita svolta in due zone centrali della città.
Gli operatori di polizia avevano precedentemente notificato loro l’ordine di allontanamento dalle aree nelle quali perpetravano la condotta illegale senza però sortire l’effetto desiderato.
Si pensi che, contravvenendo a quanto ordinatogli, i due venivano sorpresi a svolgere la stessa attività che gli era stata vietata, per di più nella medesima porzione di territorio.
Da ciò nuove sanzioni, nuovi ordini di allontanamento ed una consapevolezza: entrambi rappresentavano un pericolo per la sicurezza urbana.

Infatti con la loro condotta generavano intralcio alla regolare circolazione dei veicoli oltre che malcontento e timore negli automobilisti costretti a subire le prepotenti ed illegali richieste di pagamento in denaro.
Tale consapevolezza si è tradotta, appunto, nell’adozione dei due daspo urbani notificati prontamente agli interessati.

Si tratta di un nuovo strumento preventivo che in caso di recidiva rimette al Questore la possibilità di intervenire in maniera più incisiva, disponendo il divieto di accesso ad uno o più luoghi per un periodo di tempo limitato la cui durata massima è espressamente prevista dal legislatore.
Nel caso di specie i daspo urbani avranno una durata di 3 mesi per quanto riguarda D.G e 6 mesi per quanto riguarda R.M. essendo quest’ultimo condannato per reati contro il patrimonio in via definitiva.

La Polizia di Messina continua, pertanto, la lotta contro le manifestazioni delinquenziali rinvenibili nel tessuto della città, per implementare la sicurezza urbana e contrastare, a favore del cittadino, i comportamenti devianti.

La presenza sul territorio ed il controllo dello stesso hanno inoltre condotto i poliziotti dell’U.P.G.S.P. (Ufficio prevenzione generale soccorso pubblico) nella notte del 31 a procedere all’arresto di Rosaria Festa, già nota alle forze dell’ordine .

La messinese di 43 anni, infatti, nonostante sottoposta al regime di detenzione domiciliare, veniva notata nell’atto di allontanarsi dalla propria abitazione.
Immediatamente allertate, le Volanti della Polizia di Stato, dopo un giro di perlustrazione, individuavano un’autovettura con a bordo 4 soggetti sospetti. Due in particolare, seduti nei sedili posteriori, alla vista dei poliziotti tentavano invano di nascondersi.
Tempestivi i controlli del mezzo e dei suoi passeggeri, tra questi Rosaria Festa che, tratta in arresto per evasione, veniva condotta presso gli uffici di polizia e sottoposta agli arresti domiciliari, come disposto dal Sostituto Procuratore competente, in attesa di essere giudicata con rito direttissimo.

Gli altri passeggeri invece venivano denunciati in stato di libertà per il reato di procurata evasione.

Sempre per evasione, i poliziotti delle volanti nella mattina di ieri traevano in arresto Giovanni Scivolone, messinese di anni 52 (anch’egli già noto alle forze dell’ordine), sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

Un normale controllo presso la sua abitazione e la scoperta che non si trovava in casa.
La ricerca è stata immediata e l’esito positivo: infatti, dopo pochi minuti, l’evaso veniva assicurato alla giustizia.
Arrestato e condotto presso gli uffici di polizia l’Autorità Giudiziaria competente ne disponeva la sottoposizione agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima.

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