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Polemiche su code in tangenziale: interviene il CAS

Polemiche su code in tangenziale: interviene il CAS

In Tangenziale, ogni mattina durante le ore di punta, gli automobilisti si ritrovano costretti a subire lunghe attese in coda, a passo d’uomo, in direzione sud-nord: già all’altezza di Zafferia i mezzi finiscono inevitabilmente per incolonnarsi e pensare di uscire allo svincolo di San Filippo equivale a imbottigliarsi nel traffico elevato di via Consolare Valeria, già normalmente intasata essendo l’unica arteria cittadina che collega la zona sud al centro.

Chi, invece, dopo un’attesa che può durare anche venti minuti, pensa di arginare l’incolonnamento uscendo a Gazzi, si ritrova in condizioni peggiori di stallo al primo tornante della rampa di uscita.

Il disagio dipende da un restringimento di carreggiata che inizia poco prima della galleria Bordonaro e si estende fino allo svincolo di Messina Centro ma che dispiega i suoi effetti almeno due chilometri prima.

Forte la rabbia e il malcontento di tanti automobilisti , tenendo anche presente che i lavori versano in condizioni di stallo e immobilismo, almeno sino a ieri.
Corsia chiusa, ma nessun mezzo oppure operaio a lavorare per eliminare il disservizio. Le lamentele sono arrivate anche al Consorzio Autostrade Siciliane, che ha prontamente diffuso una nota per evidenziare la disposizione di lavori urgenti di ripavimentazione del tratto autostradale dove nei giorni scorsi si sono determinati rallentamenti della viabilità e code, per eliminare l’effetto aquaplaning, viste le forti piogge.

Gli Uffici Tecnici del Consorzio hanno, quindi, provveduto a delimitare circa un chilometro del senso di marcia per evitare possibili sinistri individuali o a catena.
«Il fenomeno dell’aquaplaning – spiegano dal Consorzio Autostrade – si verifica a seguito di piogge dopo un lungo tempo di assenza da precipitazioni con la conseguenza che dall’asfalto fuoriesce una leggera patina scivolosa da non permettere un sufficiente attrito tra le ruote ed il manto stradale. In questo modo si viene a creare un vero e proprio cuscino di acqua che, interponendosi tra lo pneumatico ed il piano stradale, annulla l’attrito tra i due corpi determinando uno scivolamento o sbandamento del mezzo senza più poterlo controllare.»

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