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Impresentabili: Cateno De Luca querela commissione antimafia

Impresentabili: Cateno De Luca querela commissione antimafia

Nuovo capitolo della querelle relativa “all’onorabilità” del deputato Ars Cateno De Luca. Questa volta, marchiato come impresentabile dalla Commissione Nazionale Antimafia presieduta da Rosy Bindi.

Già nei giorni scorsi De Luca, tramite i suoi avvocati, aveva diffidato la Commissione dall’includerlo nella lista degli impresentabili fornendo la documentazione relativa alle assoluzioni ed ai proscioglimenti propri al processo cui era sottoposto da sei anni, oltre che quella relativa ai più recenti provvedimenti di annullamento delle misure cautelari di arresto e di sequestro dei beni che lo avevano coinvolto all’indomani della sua elezione all’Ars.

L’esposto, rivolto anche al giornale La Sicilia accusato di aver divulgato “notizie segrete e false”, è stato presentato alla stazione dei Carabinieri di Fiumedinisi, ai quali è stata chiesta la trasmissione per competenza alla procura di Catania e di Roma.

Più nel dettaglio “i reati per i quali è stato chiesto all’Autorità Giudiziaria che si proceda – scrivono gli avvocati di De Luca  sono quelli della violazione del segreto di ufficio per aver la Commissione dato agli organi di stampa una informazione ancora segreta; dell’abuso di ufficio per aver utilizzato il Codice di autoregolamentazione, già di per sé contro la legge ordinaria e contro la Costituzione, nei confronti dell’On. De Luca, nonostante non sussistessero le condizioni ed al fine precipuo di arrecargli danno sul piano politico e di immagine; della diffamazione a mezzo stampa, estesa perciò anche al quotidiano La Sicilia”.

Nella denunzia – proseguono i legali è additata la necessità che l’Autorità Giudiziaria si faccia carico di accertare la legalità del Codice di autoregolamentazione apprestato dalla Commissione Antimafia, nella parte in cui impone il marchio di stigmatizzazione della impresentabilità in situazioni ulteriori rispetto a quelle tassativamente previste dalla legge in quanto riguardanti la capacità della persona, violando al tempo stesso la Costituzione repubblicana”.

La qualificazione di De Luca come impresentabile – conclude l’avvocato Taormina – è gravemente lesiva della sua reputazione e fonte di responsabilità non solo penali ma anche di tipo risarcitorio, ragione per la quale il deputato si rivolgerà all’autorità giudiziaria per ottenere la punizione dei colpevoli e il ristoro dei danni”.

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