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Valle del mela: ieri 10 mila cittadini in piazza per dire no al Termovalorizzatore

Valle del mela: ieri 10 mila cittadini in piazza per dire no al Termovalorizzatore

Nella giornata di ieri a Milazzo sono stati in 10 mila tra associazioni, cittadini, imprenditori ed amministratori, a voler scendere in piazza contro la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione della Valle del Mela, con una partecipazione trasversale che non ha tenuto conto delle diverse appartenenze politiche.

La volontà ferrea e coerentemente espressa da tutto il territorio, amministrazione mamertina compresa, è quella di individuare strumenti alternativi che consentano uno smaltimento dei rifiuti ecosostenibile e rispettoso di un ambiente, che per sua natura dovrebbe avere essere caratterizzato da un orientamento prevalentemente turistico, già fortemente segnato dall’inquinamento industriale.

Per gli organizzatori del corteo, Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela, Comitato NO inceneritore del Mela e Adasc Milazzo, si tratta di mettere in luce l’inconcludenza della posizione “governativa” secondo la quale gli inceneritori rappresenterebbero una soluzione al problema discariche.

“La legge è uguale per tutti e deve essere rispettata dai cittadini, dalle multinazionali e dalle istituzioni. Non faremo sconti a nessuno e ci appelleremo in tutte le sedi“, commentano i portavoce di Adasc, in riferimento al vincolo dipendente dal piano paesaggistico che vieterebbe la costruzione dell’impianto.

Diversi gli aspetti tecnici sui quali si basano le rivendicazioni dei manifestanti.
Tra questi, la mancata realizzazione di diverse centinaia di posti di lavoro che potrebbero essere generati da un comparto industriale specializzato nel recupero dei materiali, piuttosto che nella loro distruzione, come accade nella provincia di Treviso, dove 50 comuni consorziati danno lavoro a quasi 700 persone.
Il mancato introito per le casse pubbliche derivante, appunto, dalla riconversione di detti materiali; i danni che deriverebbero per il settore agro-alimentare che nella Valle del Mela vanta diversi esempi di coltura biologica e, naturalmente, l’ulteriore aumento dei costi sanitari relativi all’aumento dell’insorgenza di patologie collegate all’inquinamento, argomento purtroppo già ben noto nella zona del milazzese.

A margine si segnala, nonostante la volontà di impedire che la manifestazione assumesse una qualsiasi sfumatura di colore politico, le tensioni che hanno visto come protagonista la delegazione di Fratelli d’Italia.

Quest’ultima, in base a quanto dichiarato dal coordinatore provinciale Giuseppe Sottile, dopo essere stata “relegata fuori dalle composizioni partitiche presenti” (sebbene “a bandiere ammainate”), sarebbe stata oggetto di cori volti a descrivere i suoi membri come fascisti, motivo per cui la compagine ha deciso di abbandonare il corteo prima della sua conclusione.

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