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Giuseppe Antoci rimosso dalla presidenza del Parco dei Nebrodi: sindaci dell’area Nebroidea in rivolta

Giuseppe Antoci rimosso dalla presidenza del Parco dei Nebrodi: sindaci dell’area Nebroidea in rivolta

Nell’ambito del cosiddetto “Spoils System”, la pratica politica di derivazione statunitense che prevede un avvicendamento totale tra i dirigenti della pubblica amministrazione come conseguenza del cambio di colore politico della compagine di governo, anche Giuseppe Antoci, a questo punto “ex” Presidente del Parco dei Nebrodi, è stato rimosso dal suo incarico dal Presidente della regione Nello Musumeci.

In sua vece, con un provvedimento varato dalla giunta regionale nella giornata di ieri, è stato nominato un Commissario straordinario, nell’ottica di non affidare incarichi in clima di campagna elettorale. Questo il commento del Presidente Musumeci: “Al momento nomineremo dei funzionari interni in attesa della conclusione delle elezioni Politiche, poi faremo le nomine definitive”.

Se per alcuni però l’esautorazione di Antoci rientra nel normale processo di riorganizzazione dei quadri dirigenziali e del conseguente allontanamento delle figure più vicine all’ex Presidente Crocetta, per altri, invece, i trascorsi che hanno caratterizzato il mandato di Antoci dal 2013 ad oggi imporrebbero una valutazione a parte per il suo caso.

Uno dei sostenitori di questa testi (oltre ai 22 sindaci dei comuni nebroidei che in proposito hanno scritto una lettera aperta indirizzata a Musumeci) è il Presidente della regione Puglia Michele Emiliano che ha commentato: “È incredibile che la legge sullo Spoils System venga utilizzata anche nei confronti di chi ha svolto il suo ruolo con assoluta dedizione, capacità, e soprattutto a rischio della sua stessa vita”.

Antoci, che ha assunto la Presidenza del parco dopo dieci anni di commissariamenti, trovandolo a suo dire “depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone”, condizione che è nella sua convinzione di aver ribaltato, è stato infatti autore di una strenua resistenza nei confronti della criminalità organizzata.

In particolare, sempre Antoci, è stato il principale fautore dell’omonimo protocollo, diventato Legge dello Stato e recepito nel nuovo Codice Antimafia, che ha consentito di infliggere un durissimo colpo alla ormai consolidata capacità delle cosche locali di arricchirsi tramite l’acquisizione e la gestione di fondi europei per l’agricoltura.

Il colpo per la criminalità organizzata è stato così duro da far sì che il 18 maggio 2016 l’ex Presidente del Parco dei Nebrodi divenisse oggetto, insieme alla sua scorta, di un attentato perpetrato tramite l’utilizzo di armi da fuoco.

Duro il commento di Antoci sulla vicenda: “Quando tutti mi dicevano che non sarebbe successo io rispondevo che ero quasi sicuro che l’avrebbero fatto. Il Presidente della regione, attraverso la mia rimozione ed il commissariamento del Parco, mi ha fatto comprendere in maniera inequivocabile da che parte stà”.

Spero – ha aggiunto infine– che un giorno le drammatiche vicende che hanno colpito me e gli uomini della mia scorta possano uscire dalla nostra mente, evitando di fare pensare a come un uomo che ha accettato un incarico pubblico, possa, facendo il suo dovere finire per questo ucciso in un agguato mafioso”.

Alberto Caminiti

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