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Amam, si scoprono gli altarini: presentata denuncia con 800 pagine di allegati alle autorità

Amam, si scoprono gli altarini: presentata denuncia con 800 pagine di allegati alle autorità

Si è tenuta oggi una conferenza stampa da parte del Cda di Amam, presente anche il Direttore generale Claudio Cipollini, durante la quale, in risposta alle recenti polemiche, si è voluto fare luce sulla situazione attuale dell’azienda.

Sull’Amam sono state dette tante cose – ha esordito il Presidente Leonardo Termini – anche strumentali, visto il clima elettorale che presto coinvolgerà la nostra città. Ma Amam è una cosa seria e pertanto i fatti vanno raccontati per come sono”.

L’operato di Amam e del suo attuale Cda, ha fatto sì che nel 2016 l’azienda abbia chiuso il proprio bilancio con un utile di esercizio di più di 5 milioni dopo le imposte. Risultato che, il Presidente ha tenuto a specificare, non è da imputare a condizioni straordinarie come la transazione con Eni.
A marzo 2018, inoltre, l’ultimo bilancio ha registrato un positivo di 7 milioni lordi, a fronte di bilanci che, negli anni passati, si aggiravano attorno ad una media di 200/300 mila euro.

Tuttavia, anche di recente, continuano a registrarsi critiche nei confronti dell’operato di Amam.
Queste stando a quanto dichiarato da Termoli, sarebbero da imputare a problematiche ed irregolarità (tutte segnalate alle autorità competenti) di origine “atavica”, che si sarebbero annidate all’interno della macchina amministrativa dell’azienda.

Prima tra queste la grande mole di crediti nei confronti degli utenti, ma ancor di più la gestione di quest’ultima, operata da una società partner, la Fire Spa.

La società in questione, infatti, si sarebbe costituita ed avrebbe iniziato il suo rapporto con Amam nel 2004, a seguito di una trattativa privata con 5 ditte.
Fatto che già di per se rappresenterebbe una prima anomalia e che, secondo quanto affermato dai membri del Cda durante la conferenza stampa, potrebbe prefigurare l’ipotesi di un tentativo di elusione del codice degli appalti.

Inoltre, tra rinnovi e proroghe, il rapporto tra Fire a Amam si è protratto per altri 10 anni creando, in questo modo, una situazione di monopolio di fatto da parte dell’azienda in questione.

Come se non bastasse, oltre all’aspetto legato alle singolarità sui rapporti contrattuali tra le due aziende, anche l’aspetto strettamente funzionale, legato al recupero crediti da parte della Fire, non ha prodotto i risultati desiderati. Tanto che quest’ultima ha reso nota l’inesigibilità di 15 milioni di debiti a causa di prescrizioni o impedimenti di altro genere.

In considerazione di tutto ciò, dall’ottobre 2016, la dirigenza Amam ha iniziato a segnalare le anomalie riscontrate a tutti gli organi competentiSenza sbandierarlo – ha commentato Termini –, in rispetto delle istituzioni e facendo tutto il possibile per risolvere le problematiche evidenziate”.

Per tutta risposta, nel corso dello stesso 2016, la società di riscossione ha fatto ad Amam un decreto ingiuntivo per 1 milione e 200 mila euro, dotato di provvisoria esecuzione, al quale quest’ultima si è opposta facendo una “riconvenzionale” nei confronti della Fire per 25 milioni di euro.

Altro aspetto di primaria rilevanza, che si riverbera tutt’ora sulla salute dell’azienda è quello relativo alla società di fatturazione Progettografica Srl, all’interno di Amam dal 1999. Oggi sottoposta ad amministrazione giudiziaria a seguito di un procedimento penale estraneo ai rapporti con Amam.

Anch’essa, come la Fire, avrebbe ricevuto il suo incarico con affidamento diretto e avrebbe visto il proprio rapporto contrattuale protrarsi tramite rinnovo dei contratti fino ad aprile 2017.

L’azienda, inoltre, si occupava di scambio dati con la stessa Fire ed entrambe avrebbero dovuto bonificare le anagrafiche di Amam, che però ad oggi di bonificato pare abbiano ben poco.

Di fatto ciò non è avvenuto – spiegano i membri del Cda – perché venivano effettuate fatturazioni massive, senza alcuna analisi. Ad Amam sono tornate indietro tonnellate di lettere non recapitabili perché l’utente era morto, fallito, o perché non esisteva più”.

Per queste “mancanze” si è calcolato che dal 2004 al 2016, su fatture emesse per 12 milioni di euro ne siano stati riscossi solo 300 mila e che dal 2007 si siano persi circa 46 milioni”.

Tutto ciò, secondo la dirigenza, poiché le aziende erano in grado di agire in assoluto monopolio relativamente alle proprie mansioni.

“Dettaglio” ancor più sconcertante relativamente alla vicenda è che, nonostante l’operato dell’attuale amministratore giudiziario di Progettografica Srl, la cui trasparenza non viene in alcun modo messa in discussione da Amam, e numerose richieste ufficiali e diffide, quest’ultima, ad oggi, non è ancora in possesso delle chiavi del proprio server, né delle fonti dei propri programmi informatici.

Questo è il motivo per cui Amam non è in grado di gestire in autonomia le anagrafiche e quindi di occuparsi personalmente di recupero crediti, se non con carta e penna – afferma il Presidente del Cda –. Oggi l’ex titolare dell’azienda, Claudio Barbera, nonostante non sia più in possesso della stessa, che è stata sequestrata, è in possesso delle chiavi e in maniera impropria e a dispregio di qualsiasi riguardo verso città ed il servizio pubblico essenziale, opera e si infiltra nell’azienda per la gestione di questi dati. La situazione è preoccupante”.

Possiamo dire, tra virgolette, – ha concluso Termini – che l’Amam oggi è in ostaggio. Questo signore richiede denaro per dare ad Amam la titolarità dei propri dati. Per questo martedì scorso è stata presentata l’ultima denuncia, con 800 pagine di allegati, affinché tutto il fattibile per l’interesse pubblico venga fatto”.

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