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XI edizione Premio Buonasanità

XI edizione Premio Buonasanità

Sabato pomeriggio, presso il Teatro dell’Istituto Don Bosco di Messina, si è tenuta l’edizione 2018 dell’ormai ultradecennale “Premio BuonaSanità”.

Organizzata dal Centro Studi La Fenice, su impulso del Dr. Giovanni Caminiti che ne è Direttore, la manifestazione si pone l’obiettivo di mettere in rilievo i moltissimi esempi di Buonasanità offerti dagli operatori del settore, che troppo spesso vengono adombrati da quei casi di malasanità che, sebbene meno numerosi, risultano mediaticamente più accattivanti.

Più che di una semplice premiazione, infatti, si è trattato di una festa per celebrare gli sforzi di quanti quotidianamente si prodigano con estrema professionalità al servizio del malato, in una guerra che viene combattuta “non con armi per sparare, ma con armi per sperare”, come recitano i versi della poesia di Rossana Lisitano, con cui è stata inaugurata la manifestazione.

Diversi dunque i momenti ludici che hanno visto alternarsi sul palco, in performance che hanno spaziato dal canto alla recitazione, artisti professionisti e medici amanti dello spettacolo che hanno deciso di cimentarsi personalmente nell’intrattenimento della platea.

Come in ogni celebrazione che si rispetti, però, non sono mancati momenti di più impegnata riflessione, che hanno riguardato lo stato della sanità messinese e siciliana in generale.

Sul tema è intervenuta anche l’Onorevole Elvira Amata, membro della Commissione Sanità dell’Ars, che ha discusso con il Dr. Caminiti temi quali il problema della migrazione passiva, tanto dei pazienti quanto dei medici, che spesso porta alla paradossale condizione in cui, per ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno, cittadini del Sud (e nel caso specifico siciliani e messinesi), si spostano al nord, dove vengono comunque curati da medici del sud.

Bisogna far capire il potenziale della Sicilia nel campo della sanità – ha commentato l’Onorevole –, le risorse ci sono ma fino ad oggi sono state sperperate. Questo è uno dei problemi principali nel campo sanitario a livello siciliano”.

Fenomeno che, peraltro, nel momento in cui ci si trova al “tavolo delle contrattazioni”, comporta diminuzioni nel budget destinato alla sanità siciliana. Un circolo vizioso che sarebbe opportuno interrompere.

Il problema è anche la disinformazione – ha aggiunto Caminiti – tanto a Messina quanto nel resto della Sicilia abbiamo a disposizione strumenti eccellenti che possono essere messi a disposizione del il paziente, ma spesso questo neanche si sa. La malasanità quando c’è va assolutamente denunciata ma quando ci sono esempi di eccellenza vanno messi altrettanto in risalto”.

La discussione si è orientata, poi, verso il tema della destinazione specifica delle risorse: “A livello regionale – ha spiegato Amata – stiamo lavorando per ampliare le risorse a disposizione, ad esempio del 118.”

“Ma non ci si può focalizzare su un unico settore – ha proseguito – in primo luogo bisogna smettere di considerare il malato un numero. In determinati contesti non si possono valutare solo i conti ma anche la reale efficacia di una struttura”.

Commento riferito alle ipotesi di chiusura di presidi medici quali i PTE (leggi qui per approfondire), che se in alcuni casi possono in effetti essere considerati come un surplus rispetto agli altri servizi sanitari già presenti, in certi altri sono del tutto indispensabili alla popolazione.

Queste che vi ho anticipato – ha concluso – sono le linee guida che abbiamo presentato all’Assessore Razza e sono linee comuni con il resto della Sicilia”.

In conclusione si è tenuta la premiazione vera e propria che ha visto conferire a Francesco Lucera, specializzando in pneumologia, il premio per la categoria “Giovane Medico”.
All’ospedale San Vincenzo di Taormina il premio “Equipe”.
Al Dr. Domenico Brunetto, chirurgo vascolare, che ha comunque tenuto a ringraziare tutta la squadra che lo affianca, il premio Singolo Medico.
Infine, il tradizionale Premio BuonaSanità 2018 al Dr. Francesco Berenato, libero professionista, che ha esposto i suoi studi su pazienti diabetici e cardiopatici in diversi congressi internazionali e che a breve verrà ospitato al Congresso Mondiale di medicina interna, che si terrà a Città del Capo.

Un ringraziamento speciale è andato anche alla Federazione Cardiologi, rappresentata sul palco dal Dr. Saverio Foti, per il lavoro svolto dall’ambulatorio di cardiologia dell’ospedale di Mistretta. Purtroppo privato di un terzo delle risorse su cui poteva contare, nonostante gli ottimi risultati raggiunti nel campo dello scompenso cardiaco grave (mortalità a 5 anni dalla diagnosi portata dal 50% al 25%). Vicenda sulla quale il Premio Buona sanità ha voluto accendere i riflettori.

Alberto Caminiti

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