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Il messinese Joe Nevix premiato ai Dance Music Awards di Milano

Il messinese Joe Nevix premiato ai Dance Music Awards di Milano

Giosuè Ciraolo, in arte Joe Nevix, classe 1992, è un astro nascente della scena messinese e del panorama musicale dance/house. Ha trionfato di recente ai Dance Music Awards a Milano, premiazione indipendente che intende sostenere le professionalità di chi  si afferma con voto popolare, vincendo il premio come “Miglior remix 2017” per il brano “Basketball” di Jean Marie, Maria Sanchez e il rapper Flo Rida, noto in Italia principalmente per il tormentone “Whistle” di qualche estate fa.

Abbiamo intervistato Joe che ci ha parlato della sua carriera, dei suoi progetti e di questo premio tanto agognato quanto inaspettato:

La tua carriera è un fiume in piena. Ti sei avvicinato alla musica elettronica da quando avevi 20 anni e dopo varie produzioni con diverse label sei arrivato al successo con “Detroit”. Da dove nasce  la passione per la musica, in particolare per questo genere?

 «E’ una passione che nasce principalmente per gioco. Stavo giocando con alcuni amici  a casa con dei software per scherzo e da lì, passo dopo passo, questa passione ha preso piede ed è sfociata in quello che a tutti gli effetti è il mio lavoro secondario.»

 

Sognavi di diventare un musicista da grande?

«Non ho mai studiato musica in realtà e tecnicamente non me ne intendo ma dicono che ho un buon orecchio e quindi stiamo andando avanti!»

Sei nato nel 1992, nei mitici anni ’90, un decennio quando la dance spopolava e la faceva da padrone. C’è uno degli artisti di quel periodo che ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?
«
La dance non è mai stata un mio punto di riferimento, cioè la ascolto volentieri ma sostanzialmente le mie playlist partono dalla musica classica di Chopin, Mozart e arrivano alla Dubster passando per i Linkin Park, gli U2, gli Oasis. Quindi mi ispiro a 360° a tutto il panorama musicale. La mia carriera nasce come artista “future house”, la mia musa ispiratrice però è stata Oliver Heldens (produttore discografico olandese, ndr)che ho piacevolmente conosciuto quest’anno ad Amsterdam. Per me è stato come la chiusura di un cerchio perché conoscerlo è stata un’emozione troppo forte!»

 

Raccontaci di questa esperienza a Milano dove hai ritirato il premio per Basketball.

«Sono arrivato lì con i miei amici e nessuno di noi pensava minimamente di poter vincere un premio del genere, anche perché davanti a figure storiche del panorama house e della musica dance mondiale ci si sente fuori posto. Invece molto inaspettatamente sono arrivati terzi i Cube Guys e Bob Sinclair, secondi Merk e Kremont, due ragazzi italiani che stimo tantissimo, e quando abbiamo sentito il nostro nome credo che tutta la sala si sia girata per capire chi avesse vinto. E’ stato un momento decisamente imbarazzante, per non dire emozionante. Ha sorpreso tutti, anche me.»

 

Che progetti hai per il futuro? Ti piacerebbe sperimentare contaminazioni musicali miscelando generi diversi?

«Per quest’anno 2018 c’è molta carne al fuoco: a partire dal mese prossimo uscirà il mio prossimo singolo in collaborazione con un ragazzo di Perugia di 16 anni che ha delle nuove sonorità un po’ più “future” e più “commerciali”, se vogliamo, con un bel cantato di una ragazza fantastica. Ci saranno tante contaminazioni perchè sto collaborando con una cantante americana che si chiama Ina Bravo che ha già girato un video pazzesco a Los Angeles. E’ un brano quasi pop: si tratta di una collaborazione tra me, lei e un ragazzo libico nata tra una mail e l’altra. Spero presto di poterla pubblicare, ci sono tre continenti in un unico brano. »

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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