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Messina e la giostra elettorale: vince chi scende per ultimo

Messina e la giostra elettorale: vince chi scende per ultimo

Questa mattina, presso il Salone delle Bandiere del Comune di Messina si è tenuto “Una Politica Per i Giovani”. Incontro organizzato dalla Curia Arcivescovile nell’ambito del progetto Policoro, che dal 1999 si occupa di combattere la disoccupazione nel mezzogiorno d’Italia, avviando i giovani all’attività imprenditoriale.

Obiettivo dell’appuntamento, permettere un confronto tra la vasta schiera di candidati a sindaco per le prossime amministrative cittadine e i giovani messinesi.
Unico assente Placido Bramanti, rappresentato in questa sede da Fabrizio Vigorita, responsabile politico della sua segreteria.

La formula è stata quella del “confronto all’americana”. Domande uguali per tutti riguardanti tematiche di specifico interesse per i giovani, che però hanno inevitabilmente offerto spunti di interesse per la totalità della cittadinanza.
Due minuti a testa per rispondere, e forte attenzione ad evitare che la discussione si allontanasse dai temi principali degenerando in attacchi personali tra i candidati, obiettivo raggiunto dal moderatore nonostante le intemperanze di alcuni di loro (leggasi Trischitta).

I temi sottoposti ai candidati hanno spaziato dall’economia, alle metodologie di coinvolgimento dei giovani nell’implementazione delle politiche locali, al contrasto alla povertà ed alla disaffezione politica.
Interessante il confronto sulle strategie per rilanciare l’economia, inevitabilmente legato alla questione del turismo. Forse il tema su cui, nel complesso, si è entrati più nel dettaglio.

Si è passati dalla tanto tiepida nei contenuti, quanto accesa nei toni, proposta di Pippo Trischitta di uno sportello che possa seguire i giovani nell’avvio di un’attività d’impresa, realmente, poiché, a suo dire, la gestione dell’attuale Amministrazione dell’iniziativa Resto al Sud lascia di fatto i giovani allo sbando; a quella di Emilia Barrile che, puntando il dito contro uno “sviluppo selvaggio dell’edilizia privata”, vorrebbe spingere i privati a riconvertire le strutture ad uso turistico, intervenendo inoltre sulla macchina burocratica per snellire le procedure necessarie ad avviare le attività ricreative.

Più “istituzionale” l’approccio di Saitta che ha dichiarato di voler potenziare i collegamenti per raggiungere la città, quali rete ferroviaria e bus dagli aeroporti, puntando anche su una maggior pubblicizzazione del nostro patrimonio culturale a partire dal Museo, che ha definito il migliore da Napoli giù.

“In attesa di suggerimenti” Vigorita, il rappresentante di Bramanti, che tra un vago riferimento alle proposte che dovrebbero essere partorite dalla piattaforma Fabbrica Messina, una sorta di incubatore di idee, e la citazione del modello turistico di Matera si è mantenuto, come sul resto dei temi, piuttosto ai margini della discussione senza mai entrare nel merito.

Approccio pragmatico quello di Gaetano Sciacca, che ha proposto soluzioni che partano da “attività credibili”, portando ad esempio l’attualmente felice vicenda del birrificio Messina ed il risanamento, anche dal punto di vista idrogeologico, come terreno di coltura per quello culturale ed economico, della zona di Santa Margherita.

Accorinti ha invece mantenuto la traiettoria (forse non particolarmente vincente) che sembra aver assunto la campagna elettorale di CMBD. Ovvero puntare su quanto ottenuto fino ad ora lasciando forse troppo poco spazio ai progetti per il futuro.
In proposito il sindaco uscente ha citato il sistema di accoglienza allo sbarco dei croceristi, il Patto per la Falce, con cui si è “ridotta al minimo” la cementificazione dell’area e il potenziamento del trasporto pubblico.

Infine il turno di Cateno De Luca, che memore delle sue precedenti esperienze da amministratore ha parlato della necessità di sviluppare un “brand” cittadino, inteso come rete sistemica che sia in grado di soddisfare tutte le esigenze del turista.
Strumenti indispensabili per realizzarla: bandiere blu per le spiagge, inserimento dei borghi locali nei circuiti dei borghi più belli d’Italia ed “aree a burocrazia zero”, che forniscano un contesto adatto all’attrazione di investimenti.

Infine botta e risposta indiretto con Accorinti sull’accoglienza dei croceristi: “Mi sono finto crocerista – ha detto De Luca –, gli opuscoli distribuiti agli sbarchi rimandano tutti a Taormina, quando ho chiesto come mai mi è stato risposto che a Messina non esiste un percorso prestabilito e si rischia di trovare perfino le chiese chiuse”.

Curioso anche il confronto sul coinvolgimento dei giovani nell’implementazione delle politiche locali.
Qui si è passati da proposte più tradizionali quali un assessorato alle politiche giovanili, come proposto da Barrile, Saitta (che ha voluto però sottolineare come a suo avviso il tema dell’avvicinamento ai giovani dovrà essere trasversale a tutti gli assessorati) ed Accorinti, secondo cui l’attuale assessorato alle politiche giovanili, formato da più co-assessori volontari, sia il miglior incentivo alla partecipazione per questa fascia di popolazione; a formule meno tradizionali come quella promossa da De Luca, che vorrebbe istituire la figura dell’assessore junior (età media 24 anni) da affiancare a quello tradizionale, così da instradare i giovani alla gestione della macchina amministrativa, introducendo al contempo in quest’ultima un patrimonio culturale fresco ed innovativo.

Insomma, laddove identificabili, è evidente che gli approcci dei vari candidati siano estremamente diversi tra loro, tra chi indica la luna e chi invece vede soltanto il dito. Resta solo da capire, e non è semplice, quale tra i due estremi sarà quello preferito dai cittadini messinesi, o se invece, sperando di raggiungere la proverbiale virtù che sta nel mezzo, cadranno nel tranello dei finti moderati.

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