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Messina, Bramanti: “Se non sarò sindaco, me ne andrò”

Messina, Bramanti: “Se non sarò sindaco, me ne andrò”

È iniziata quasi in perfetto orario, previsto per le ore 10:30, la conferenza stampa del Prof.Dino Bramanti, molto lieto della presenza in sala dei giornalisti cui ha augurato buon lavoro, raccomandandosi di svolgerlo con pieno impegno e piena professionalità. L’incontro si è tenuto presso la sede del Comitato elettorale di Piazza Fulci.

“Se non sarò sindaco, me ne andrò. – dice – In Municipio abbiamo il casino e lui lo trasformerà in casinò! Chi urla di più, chi grida di più è più credibile. Dov’erano questi politici che fanno lo show adesso?”

Questa non è una citta di buddaci, ma una città che lavora. Faremo la semplificazione per i cittadini, certificati, abbatteremo le barriere architettoniche. Non è demagogia, è la battaglia che facciamo da una vita. Che non ci siano dietrologie per nessuno.”

Da questa sera cominceremo i programmi. – avvisa il candidato sindaco di Centro Destra – Si devono fare i Municipi. Perchè un cimitero monumentale debba chiudere alle 13 non lo capisco. Sicurezza e prevenzione, sport, punti di aggregazione, laboratori infermieristici. Con la telemedicina si può evitare di andare all’ospedale, perché si dà il primo aiuto.”

Con le macchine di telemedicina tanti anziani sarebbero stati curati nelle proprie case. Avevamo vinto il progetto, i soldi li troveremo! Li avevamo già trovati e qualche cornuto me li ha fatti perdere!”

“Abbiamo bisogno di viabilità. Ma perchè le scuole sono sicure?! Il Sequenza partirà senza aule, quest’anno. Vi deluderò, perché non farò show – dice, accennando un balletto – Io sono e sarò di tutti. Mi dispiace che qualcuno abbia avuto questo dubbio. Ah, fate uscire le autobotti perché sono anni che non ne vedo una pulire le strade!”

“Vi racconto una storiellina: Dino Bramanti aveva un desiderio, donare una barchetta a dei bambini speciali. Travolto da una campagna elettorale anomala, dico: “ora finisco di sistemarla! Me la portate all’Istituto di Mortelle?” E l’ho fatta portare. Dovevo soltanto sistemare due piccoli particolari, che non sono da poco. Il mio desiderio era una promessa a 2 sorelline speciali: il giro del lago e uscire poi in quell’affaccio stupendo dello Stretto di Messina. In un comizio, a Torre Faro, vengo a sapere che Dino Bramamti aveva uno yatch e se ne andava. Vi ho voluto fare questo paragone.”

“Ora si tratta di scegliere 3 assessori. Ancora questa tecnica di ingaggio non ce l’abbiamo. Siccome questo potenziale di fuoco è nostro. Voto di opinione, di consenso, di approfondimento. Guardate che io non scherzo, io voglio essere il sindaco di tutti.”

Infine, risponde così ad una tra le frecciatine ricevute nel corso della campagna elettorale: “La sanita è di tutti. Pensate che il Policlinico io lo chiuda?! Mi sono laureato al Policlinico, specializzato al Policlinico e il mio primo incarico è stato al Policlinico.”

Ed esprime un desiderio: “Vorrei avere una Batmobile (come la chiama mio figlio), dotata di scrivania e che mi consenta spostarmi nei quartieri. E voglio vedere quanto ci stiamo a riaccendere le  Luci a Santa Lucia sopra Contesse!”

Un saluto di commiato e un cenno agli altri candidati di queste amministrative 2018. Termina così il discorso pubblico di Placido Bramanti, tra gli applausi e l’incitamento dei sostenitori presenti.

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