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La curcuma: proprietà, benefici e ricette

La curcuma: proprietà, benefici e ricette

È ormai nota l’attenzione rivolta all’utilizzo delle spezie nella preparazione dei cibi e, negli ultimi anni, particolare interesse è stato rivolto alla radice ed al rizoma della pianta curcuma (curcuma longa), una pianta erbacea della famiglia botanica delle Zingiberaceae, coltivata, prevalentemente in Cina e India.

L’interesse per tale alimento è focalizzato sul principio attivo naturale della pianta, un composto fenolico noto come curcumina. Recenti studi su tale sostanza hanno evidenziato le sue capacità protettive contro batteri, virus e funghi, nonché proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti. La curcuma è, infatti, in grado di esercitare effetti benefici contro allergie, infiammazioni intestinali, diabete, patologie cardiovascolari o neurodegenerative come l’Alzheimer.

Ha un colore arancio scuro, nell’antichità veniva utilizzata come colorante naturale per i tessuti e per la pelle. In commercio si trova sotto forma di polvere oppure in tubero fresco. Non ha un sapore invasivo e, può essere usata in cucina per condire ogni tipo di pietanza, dalle verdure alle proteine alle minestre, l’importante è che venga consumata a crudo, poiché a cotto perderebbe ogni proprietà e benefici per la salute.

Le sue proprietà come agente preventivo o terapeutico, infatti, sono ormai note e, di immensa importanza è l’effetto detossificante a livello epatico: aiuta il fegato all’eliminazione delle tossine in eccesso. Ottiene benefici dall’utilizzo della curcuma anche lo stomaco, regolarizzando le funzioni gastriche e, persino, il cuore rafforzando i vasi sanguigni. Un rimedio dei nostri nonni, che sta tornando in auge è quello di miscelare la curcuma in polvere ad un cucchiaio di miele e spruzzate di limone come rimedio naturale per le infiammazioni del cavo orale, raffreddore e mal di gola.

L’assenza di tossicità ha consentito per secoli l’uso della curcumina ma, sebbene sia ben tollerata, gli studi mostrano come la sua biodisponibilità dopo somministrazione orale sia limitata. Ciò dipende dai veloci processi degratativi che avvengono nel tratto gastro-intestinale e che portano alla sua veloce eliminazione dal corpo. Per avviare ai suoi bassi livelli in circolo, sono utili degli adiuvanti come la piperina (contenuta nel pepe nero) che ne blocca i processi di degradazione epatica.

Le culture asiatiche, ormai da millenni, usano quotidianamente questa spezia poco costosa e, dalle innumerevoli proprietà terapeutiche e preventive, suggerendoci un metodo naturale per contrastare i principali disturbi legati allo stile di vita dei nostri tempi.

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