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Palermo, pornografia all’Orto botanico: è scandalo

Palermo, pornografia all’Orto botanico: è scandalo

Ci giunge una segnalazione da un nostro lettore: un ragazzo fà sesso con le piante, è scandalosa quell’installazione video che trasmette scene hard in pieno Orto botanico, a Palermo.

L’opera è rimasta esposta a partire dalla metà del mese di giugno in occasione della Biennale di Arte Contemporanea, ed è stata realizzata dall’artista cinese Zheng Bo, con tanto di audio in cuffia; il suo titolo è “Pteridophilia”. A svettare sul “monitor” di Manifesta 12 un cartello illustrativo con la scritta “esplora il potenziale eco-queer”.

“Sette giovani camminano in una foresta di Taiwan, stabilendo un contatto intimo con delle felci. Fanno l’amore con le piante, percependone la morbidezza e il profumo”.

È superfluo dirlo, sul social più gettonato della Rete, sono esplosi commenti di ogni genere. Sul caso a luci rosse, anche i politici sono insorti; preoccupati che il video possa essere visto dai bambini, ne hanno richiesto la rimozione.

Claudio Volante, Rosario Arcoleo, Sabrina Figuccia e Giusepina Russa (consiglieri della Commissione comunale in materia di Affari Legali) si sono dichiarati non in linea con l’opera. Raoul Russo, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, si unisce alla richiesta di rimuoverla.

“Esporre dei monitor che trasmettono esplicite scene di sesso è di una volgarità senza limiti: […] – dicono gli esponenti provinciali di #DiventeràBellissima, Edoardo De Filippis e Salvo Coppolino – andrebbero – […] esposte in un luogo chiuso con chiare indicazioni sul tenore dei contenuti, evitando di suscitare le giuste proteste di chi, tra i visitatori, ha avuto la sventurata idea di portare bambini. Il video va rimosso.”

Non tarda ad arrivare la spiegazione di Rosario Schicchi, direttore dell’Orto botanico, il quale dichiara: “All’Orto botanico i bambini possono accedere solo accompagnati dai genitori”. Non dopo aver chiarito di aver “adottato tutte le misure del caso.”

“Sin dall’inizio, ho chiesto di collocare un cartello – spiega Rosario Schicchi – con scritto contenuto non adatto ai minori di 16 anni ed inserire delle cuffie di modo che non si sentisse l’audio del video e richiesto che a vigilare ci fosse del personale.”

L’installazione, secondo quanto è stato comunicato, è attualmente spenta ed è stata collocata in un’area non esposta, secondo quanto spiega il direttore. “Chiamerò il responsabile di Manifesta per richiedere nuovamente la presenza di un addetto.” – dice il direttore.

L’arte è per antonomasia l’espressione piu alta del valore estetico; è grazia, delicatezza ed armonia. Ci domandiamo quale sia, natura a parte, il nesso tra un Orto botanico aperto ad un pubblico di tutte le età e rappresentazioni video puramente a luci rosse; e cos’è cambiato, negli anni, nella società? Esistono ancora il buon costume e la riservatezza? Sopravvive ancora quella censura, tanto cara all’Italia, che contraddistingueva il Bel paese?

E, interrogativo ancora più sentito, quale sarà il tessuto formativo delle nuove generazioni, se sono questi i presupposti!

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