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De Luca risponde ai sindacati: “Voi in silenzio davanti a clientelismo ed illiceità”

De Luca risponde ai sindacati: “Voi in silenzio davanti a clientelismo ed illiceità”

A seguito dei giudizi fortemente critici espressi dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil nei confronti delle politiche sul lavoro del Sindaco De Luca, oggi è arrivata la replica, non meno intensa, da parte di quest’ultimo.

Sotto la lente d’ingrandimento le decisioni che, stando ai dati forniti dai sindacati, avrebbero portato a 92 licenziamenti tra ATM, Cea, AMAM e vigilanza venatoria (di competenza della Città Metropolitana), definite, nel loro complesso, senza prospettive di sviluppo.
Ad essere criticato, inoltre, l’approccio stesso del Sindaco rispetto ai sindacati, che avrebbero visto rinviato quattro volte un agognato confronto diretto, previsto ad oggi per il primo ottobre.
Anche sul tema dei servizi sociali, sebbene in maniera meno dura è stata criticata la posizione dell’attuale Amministrazione: “abbiamo denunciato che l’offerta è incoerente con i bisogni della città – ha dichiarato Tonino Genovese, segretario della Cisl –, ma non è vero che la maggior parte dei fondi per i servizi vengono dal bilancio comunale, anzi, razionalizzando e intercettando fondi si possono mantenere gli attuali livelli occupazionali”.

A queste accuse il Sindaco ha risposto dichiarando di non avere intenzione di fare alcuna marcia indietro nella misura in cui, a suo avviso, fino ad oggi nel settore pubblico, con particolare riferimento alle partecipate, sono state accettate logiche clientelari e parassitarie orientate ad “Inventarsi posti di lavoro con i soldi dei contribuenti, causando un aumento della spesa pubblica” e rispetto alle quali le organizzazione sindacali non avrebbero opposto alcun tipo di resistenza o critica.

Per questi motivi De Luca ha anticipato come le riduzioni di organico non termineranno qui laddove si dovessero individuare ulteriori posti di lavoro “creati illecitamente”, o il cui mantenimento, a fronte della situazione economica del Comune, possa essere ritenuto illecito.

Non temo le pressioni e le minacce” ha concluso il Sindaco, che in merito al proprio rapporto con i sindacati ha aggiunto: “Rispetto il ruolo delle organizzazioni sindacali ma non intendo governare Messina a braccetto di chi si è dimostrato un massacratore della meritocrazia e delle speranze della città”.

Alberto Caminiti

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