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Meteo: alluvioni, terremoti.. che sta succedendo in Sicilia?

Meteo: alluvioni, terremoti.. che sta succedendo in Sicilia?

Cari amici, veniamo da una settimana alquanto movimentata.
Prima Catania é stata interessata da un nubifragio, poi é stata la volta di Messina (che però non é arrivata neanche a 60 mm totali di pioggia) e della Calabria. Proprio nella vicina regione le piogge sono state terribili, con celle autorigeneranti che hanno scaricato centinaia di mm di pioggia in poco tempo.
Nella notte tra venerdì e sabato, invece, un sisma di magnitudo 4.8 ha interessato il catanese, dopo mesi e mesi di scosse nell’area tra Messina e Tropea, con sismi di magnitudo 4 in febbraio, luglio e settembre. Ora si sfiora il 5, in un’area che a causa della lunghezza delle faglie può provocare sismi fino al 7 Richter.
Va detto però che sia i nubifragi autunnali che questi terremoti sono fenomeni ahimè normali dalle nostre parti. Ben prima dell’alluvione di Giampilieri del 2009 e del disastro di questi giorni a Catania e nel catanzarese, negli anni ’50 Calabria e Sicilia vennero interessate da alluvioni rovinose nei mesi autunnali, grazie al fatto che il mare ancora caldo esalta i fenomeni temporaleschi.
Ma andando indietro nel tempo, a fine ‘800 una spaventosa alluvione colpì lo Jonio messinese in gennaio, coadiuvata da un rapido scioglimento del manto nevoso in quota a opera di un violento scirocco, ingrossando i torrenti. Tomasi di Lampedusa fa menzione di questi fenomeni nel Gattopardo, parlando dei sei mesi di estate siciliani seguiti da alluvioni rovinose.
Stesso dicasi per i terremoti: la storia siciliana é costellata di catastrofi sismiche, a Messina come a Catania, entrambe ricostruite in periodi diversi. Il fiorire del barocco nella Val di Noto, così come il romanico lombardo dopo il sisma del 1100 del Nord Italia, videro la propria luce proprio grazie a un sisma nel 1600.
La quiete sismica degli ultimi decenni, inframezzata dal forte terremoto dei Nebrodi degli anni ’70 e da qualche sciame isolato, non deve farci abbassare la guardia.
Insomma, siamo in una terra a rischio, ma non per questo dobbiamo fatalisticamente aspettare gli eventi o mettere la testa sotto la sabbia, ma adoperarci per far fronte alle emergenze.
Tornando a noi, il tempo vedrà un momentaneo miglioramento con correnti che, come annunciato nella scorsa (clicca qui per approfondire) rubrica, si disporranno da maestrale nella giornata di domenica, per poi tornare scirocco ed essere foriere, la prossima settimana, di altre piogge.
Avevamo avvisato di tenere le mezze maniche: attualmente in città si superano i 25 gradi, per un ottobre che ha tutto il sapore della normalità.
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