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Palagiustizia: le criticità del protocollo d’intesa

Palagiustizia: le criticità del protocollo d’intesa

Si è tenuta oggi, a Palazzo Zanca, una riunione relativa alla tematica del nuovo Palagiustizia. Ad essere illustrate le procedure in atto e tutte le fasi pregresse che hanno portato alla stipula del protocollo d’intesa tra i Ministeri della Giustizia e della Difesa, Agenzia del Demanio e Comune di Messina per avviare successivamente le procedure di progettazione.

Il quadro che ne è venuto non è dei più rosei. Relativamente al Palagiustizia, infatti, pare che a tutt’oggi nulla sia stato fatto in termini di progettazione.
Per quanto riguarda le superfici l’ing. Santoro, per conto dell’Agenzia del Demanio, ha relazionato sulla riqualificazione di una superficie coperta di circa 11 mila metri quadrati e su tutta una serie di sollecitazioni tecniche espresse dal vicesindaco relativamente all’opportunità di intervenire su un manufatto esistente che presenta criticità circa l’aspetto sismico e quello legato al vincolo della Soprintendenza.
In proposito il sindaco ha richiamato l’opportunità di rivalutare questa posizione che appare molto rigida sotto il profilo procedurale.

Un ulteriore dato preoccupante è emerso in merito al progetto di massima per la realizzazione dell’Ospedale Militare rispetto al quale la somma inizialmente destinata, pari a 5 milioni di euro, pare sia aumentata ad 8 milioni. Il che toglierebbe ulteriori somme alla realizzazione del Palazzo di Giustizia.

De Luca e Mondello hanno dunque illustrato a Santoro la loro proposta per la collocazione del nuovo Palagiustizia. Proposta che è stata condivisa con la conferenza permanente del Tribunale sotto il profilo tecnico e per l’approfondimento della quale sarà necessaria una serie di incontri che possa portare ad una rivalutazione del protocollo d’intesa.

Sotto il profilo tecnico – ha dichiarato il vicesindaco – l’ingegner Santoro ha confermato quelle che sono le posizioni e le perplessità dell’Amministrazione comunale, anzi ritiene che sia un vantaggio pensare ad una nuova struttura”.

Più duro il sindaco che invece ha dichiarato: “Questa vicenda del Palagiustizia appare sempre più paradossale perché la somma di circa 9 milioni che residuerebbe per lo stesso non basterebbe neanche a realizzare spazi per il 50 % di quelli che effettivamente servono agli uffici giudiziari. Domani – ha proseguito – manderemo una nota articolata alle parti interessate per dimostrare che la scelta effettuata è sotto il profilo sostanziale ed economico. La città di Messina non può aspettare altri 10 anni per avere un Palagiustizia insufficiente rispetto al reale fabbisogno“.

A margine dell’incontro si è discusso di tutta una serie di questioni legate all’Agenzia del Demanio quali il sistema di fortificazioni della città di Messina, il Palazzo Reale in prossimità della Dogana e altri manufatti che sono parte del patrimonio dell’Agenzia del Demanio ma in utilizzo al Comune di Messina.

Più nello specifico si è discusso di legare il sistema di fortificazioni ad un percorso sia turistico che sportivo. Mentre per quanto riguarda il Palazzo Reale, l’intenzione è quella di collegarlo a tutto ciò che sarà il sistema del waterfront.

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