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Dichiarazione stato di emergenza: il NO della Protezione Civile

Dichiarazione stato di emergenza: il NO della Protezione Civile

Blitz fuori sede questa mattina per Cateno De Luca che, dopo aver terminato il proprio colloquio con i dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (leggi qui per i dettagli), stanco di attendere per avere notizie in merito all’ipotesi di dichiarazione dello stato di emergenza per lo sbaraccamento, si è presentato presso il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, naturalmente senza appuntamento.

Dopo qualche minuto di comprensibile sbandamento da parte dei commessi, che hanno tentato di rimandare a casa il vulcanico sindaco sostenendo che non fosse possibile ricevere il pubblico senza appuntamento, De Luca, forte della sua carica istituzionale e della sua proverbiale irremovibilità, è riuscito ad ottenere un colloquio con il capo dipartimento Angelo Borrelli.

Quest’ultimo ha affermato che, ai sensi della normativa vigente, lo stato di emergenza può essere dichiarato solo “al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali, oppure per eventi connessi all’attività dell’uomo, che per intensità ed estensione devono essere fronteggiati con immediatezza di intervento con mezzi e poteri straordinari. O ancora, per gravi eventi all’estero ma comunque riferibili a circostanze non programmabili”.

Dunque, dato che la situazione delle baracche messinesi si sarebbe dovuta affrontare attraverso la programmazione ordinaria, visto anche il notevole lasso di tempo intercorso tra il manifestarsi del problema e la data odierna, ad oggi il Dipartimento della Protezione Civile non reputa ricevibile la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza.

Il lassismo e l’inerzia hanno determinato una condizione emergenziale non affrontabile attraverso le normative che regolano l’agire della Protezione Civile” ha commentato De Luca, che però non si perde d’animo e sottolinea come, data la comprovata presenza di amianto a copertura delle baracche, si possa ancora puntare ai fondi del Ministero dell’Ambiente destinati al risanamento ambientale. Circa 50 milioni di euro.
In proposito, prossima settimana saranno avviate le procedure per dare il via presso il ministero dell’ambiente al tavolo tecnico per l’erogazione dei fondi inerenti l’emergenza ambientale.

Al resto però dovranno pensare Comune e Regione, a meno che non venga promulgata una legge speciale a livello nazionale.
E proprio sulla Regione il sindaco di Messina apre una parentesi “Le risorse la regione siciliana ce le deve dare, sono quelle della legge 10 del ’90, le pretendo ed ora è arrivato il momento di stringere”.

In tutto questo, non è mancata una stoccata ai deputati regionali e nazionali ai quali De Luca rimprovera di essersi concentrati più sull’imbastire polemiche nei sui confronti che sulla risoluzione delle reali problematiche della città.

Mi dispiace che si sia perso quasi un mese – ha commentato De Luca sulla vicenda –, ma abbiamo fatto più noi finora che il resto della politica in 28 anni. Io vado avanti per la mia strada, ora pensiamo ad assegnare i primi 600 alloggi”.

Alberto Caminiti

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