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A tavola con gusto: coniglio in agrodolce di San Martino

A tavola con gusto: coniglio in agrodolce di San Martino

Non lontano dal centro cittadino di Spadafora, in una splendida posizione panoramica, sorge il borgo di San Martino. Di origini antichissime, il feudo di San Martino constava di cinque casali, così come si evince da un registro dell’imperatore Federico II. Un’antica chiesa dedicata al Santo dà il nome al borgo.

Ogni anno nel centro abitato l’Associazione 11 Novembre si prepara ai festeggiamenti in onore del patrono San Martino organizzando la Sagra Enogastronomica. Rispetto per la tradizione, bontà e qualità dei prodotti del territorio, sono requisiti che rispecchiano fedelmente l’antico borgo. Un affascinante viaggio nel gusto fra antipasti, maccheroni tradizionali, panino con la salsiccia, pasta fritta, caldarroste, mostarda e vino novello contribuiscono a far conoscere ed ammirare la bellezza e la cultura locale del luogo.

Oggi vi parleremo di un piatto tipico di San Martino: il coniglio in agrodolce.

Ingredienti per 4 persone:

1 bicchiere di vino bianco
1 cipolla bianca
1 coniglio
200 g pomodorini di Pachino
alloro
rosmarino
1 cucchiaio di zucchero
1 bicchiere di aceto di vino
100 g di olive verdi denocciolate;
20 g di capperi;
300 g di cuori di sedano
olio extravergine d’oliva
Pepe q.b.
sale q. b.

Preparazione :

Lavate il coniglio asciugatelo e tagliatelo a pezzi. In un tegame con olio bollente fate appassire la cipolla tritata e aggiungete i pezzi di coniglio. Quando è quasi dorato, aggiungete il vino bianco, chiudete con un coperchio e lasciate sul fuoco un paio di minuti.

Togliete il coperchio e lasciate evaporare il tutto. Aggiungete i pomodorini di pachino, gli aromi – alloro rosmarino – i cuori di sedano tagliati a pezzetti, sale e pepe quindi aggiungete l’acqua per la cottura.
Cuocere a fuoco lento per circa un’ora. Dieci minuti prima di spegnere il gas fate un miscuglio di aceto, zucchero e acqua.

Fate cuocere per altri dieci minuti e servite a tavola aggiungendo olive verdi denocciolate e capperi. Servite con il sughetto della cottura, crostini di pane e dell’ottimo vino locale di produzione.

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