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Articolo uno su ponte sullo Stretto: “Insensato, legato a vecchia visione di sviluppo”

Articolo uno su ponte sullo Stretto: “Insensato, legato a vecchia visione di sviluppo”

Domenico Siracusano, il coordinatore provinciale di Articolo UNO, è intervenuto sul “sempreverde” tema del ponte sullo stretto dopo che il sindaco De Luca è ritornato sull’argomento, allacciandolo a quello del nuovo Piano Regolatore.

Secondo Siracusano quello di De Luca sarebbe un errore in cui è incappata buona parte della classe dirigente messinese, determinato da una visione arretrata delle strategie di sviluppo: non immaginare un futuro realisticamente praticabile, legando invece il destino della città e del suo territorio alla “grande opera”.
Secondo il coordinatore provinciale di Articolo uno inoltre, a rendere ancor più paradossale la situazione il fatto che l’Amministrazione pensi di basare il prossimo PRG su un’opera non ancora finanziata e che non fa nemmeno parte dell’attuale programma di governo.

Ci chiediamo come si fa ancora a parlare di ponte – scrive Siracusano – in un contesto in cui la viabilità primaria e secondaria è in condizioni vergognose, le reti stradali e ferroviarie sono arretrate e pericolose, la fragilità del suolo e il dissesto idrogeologico di coste e colline rappresentano una bomba ad orologeria per la sicurezza dei cittadini. Si muore di maltempo e si muore in autostrada“.

Per Articolo uno le risorse andrebbero in primo luogo orientate ed impegnate in opere di salvaguardia del territorio, come precondizioni per uno sviluppo possibile. Ciò attraverso la strutturazione di un grande piano di investimenti pubblici orientato alla tutela dell’ambiente, su cui impegnare il Governo e l’Unione Europea, che servirebbe a tutelare la sicurezza dei cittadini, fungendo allo stesso tempo da volano per rimettere in moto il settore dell’edilizia. Con le conseguenti ricadute occupazionali.

In secondo luogo – prosegue Siracusano – occorre fondare la visione del futuro dell’Area Metropolitana di Messina su sviluppo sostenibile, riconversione energetica ed economia circolare, nella consapevolezza che i posti di lavoro ‘verdi’ sono 10 volte superiori a quelli creati dall’economia tradizionale. Occorre dunque cambiare paradigma. La cementificazione e le opere ad alto impatto ambientale non creano né sviluppo né lavoro stabile, mentre da un rapporto virtuoso tra sviluppo ed ambiente si può determinare un incremento occupazionale significativo“.

Dentro questa visione – aggiunge – è strategico un ritrovato rapporto con il mare che da problema, da oltrepassare con un ponte, deve diventare risorsa decisiva per lo sviluppo. Pesca, turismo, attività di trasformazione, collegamenti e navigazione, cultura, produzione innovativa di energia sono alcune delle occasioni di crescita che, se messe a sistema, possono costruire una visione concreta di futuro che guardi alle buone pratiche di tante città europee e del Mediterraneo“.

Occorre – conclude Siracusano – mettere in campo un’alternativa per Messina che riparta innanzitutto da una idea di sviluppo condivisa e avanzata. Per questo siamo impegnati a sfidare posizioni vecchie e di retroguardia come quelle di chi in questo momento è chiamato a guidare la città“.

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