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Messina, riequilibrio finanziario. Signorino: “Il piano è sbagliato in alcune valutazioni”

Messina, riequilibrio finanziario. Signorino: “Il piano è sbagliato in alcune valutazioni”

Si esprime sul punto Guido Signorino. “La consigliera Russo – dice l’ex assessore – e quelli che sostengono che la bocciatura del comma 714 della Legge di stabilità 2016 è disastrosa per il piano di riequilibrio di Messina dovrebbero leggere con attenzione ciò che commentano. E se, come viene riferito, lo hanno “letto e riletto”, dovrebbero rileggerlo ancora, e con maggiore attenzione, prima di procurare allarme pubblico.”

In riferimento al sindaco, invece, consiglia: “Dovrà imparare che usare un linguaggio scurrile potrà anche divertirlo, ma è un insulto al ruolo che ricopre. Piaccia o no a lui, piaccia o no a me (e proprio non mi piace), lui è il mio sindaco e, come nessun cittadino, men che meno un sindaco può permettersi di insultare un suo amministrato. Mi vergogno da cittadino.

Signorino si rivolge anche a “Chi difendeva in conferenza stampa atti dichiarati nulli dal TAR e ora dice che la Corte Costituzionale ha bocciato la dilazione trentennale del “riaccertamento straordinario” prende fischi per fiaschi e fa dire alla sentenza cose che non dice.” E prosegue dicendo: “Contrariamente a quanto sostenuto da Antonella Russo e altri acuti osservatori, la Corte Costituzionale afferma che: “La normativa del riaccertamento non è equiparabile alla quella dettata dalla norma censurata“.

Quindi, – spiega – il comma annullato non ha nulla a che vedere col riaccertamento straordinario correttamente operato dal Comune di Messina nel consuntivo 2014. Al contrario, la Corte spiega che l’eccezionalità di quel riaccertamento e la sua connessione con l’entrata in vigore di un nuovo sistema di contabilità dava supporto e motivazione alla dilazione trentennale del deficit, pur nell’anomalia dei termini. In altre parole, non solo Messina, ma tutti i Comuni d’Italia hanno legittimamente e correttamente potuto spalmare in trenta anni il deficit del riaccertamento straordinario.”

Cosa censura, dunque, la Corte? Non il “riaccertamento”, ma la “revisione straordinaria” dei residui operata al di fuori del riaccertamento. Per la sentenza il riaccertamento può essere assorbito in trenta anni, mentre la revisione straordinaria deve rientrare nel limite di dieci. Cosa succede per Messina? Siccome il piano di riequilibrio contiene solo il riaccertamento, non c’è nulla da rivedere sotto questo profilo. Altrimenti vorrebbe dire che, mentre gli altri Comuni possono spalmare il deficit in 30 anni, Messina e gli altri Enti in riequilibrio devono spalmarlo in 10 anni. Una disparità ovviamente impensabile, ingiusta, incostituzionale. In pratica la sentenza dice che: 1) il “riaccertamento” può essere spalmato in 30 anni; 2) la “revisione” deve essere spalmata in 10 anni. Siccome nel piano di riequilibrio di Messina c’è il riaccertamento, ma non la revisione, nulla cambia sotto questo aspetto.”

La sentenza – spiega Signorino – implica che la restituzione del fondo di rotazione vada ricondotta ai 10 anni previsti dalla legge precedente al comma annullato. La sentenza, ripristinando la normativa previgente, impone una revisione degli accantonamenti inseriti nel piano. De Luca, che prende anche lui fischi per fiaschi, visto che io non ho mai affermato che con questa sentenza Messina è al dissesto, non sopporta che qualcuno argomenti cose diverse da quelle da lui sostenute e usa un linguaggio irripetibile e offensivo, riempiendo i blog con parole vuote di contenuto, ma non dice quali sarebbero le “inesattezze” dette dagli altri, forse perché non ha argomenti.

E dice in conclusione: “Il sindaco dichiara che aggiusterà il piano di riequilibrio usando l’avanzo vincolato che non ha applicato al previsionale. Siccome, però il piano è sbagliato in alcune valutazioni (ATM, derivati e altro) ed è sovradimensionato nella massa passiva, nel dibattito consiliare la città potrà trovar modo di rendere più sostenibile il riequilibrio, ben utilizzando anche per investimenti le risorse disponibili. Auspico che ciò accada, piaccia o meno al sindaco.”

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