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Anestesisti a Messina: una problema senza fine

Anestesisti a Messina: una problema senza fine

Da novembre 2018 mi sono casualmente trovato a guardare il mondo della “anestesia e rianimazione” della provincia di Messina. Quello che ho visto mi ha stupito tanto da ispirarmi qualche esternazione.

Sabato scorso, 16 febbraio, a pagina 32 del principale quotidiano della nostra provincia, la notizia di una nuova puntata della telenovela: Barcellona – “Anestesisti trasferiti, attività chirurgica sospesa al ‘Cutroni’ – Problemi di organico in diversi presidi: vuoti da colmare al più presto”

L’ASP 5 di Messina ha bandito un concorso per anestesisti, i posti rimasti sono stati banditi nel cosiddetto concorso di bacino, la mobilità volontaria è stata espletata eppure si chiudono le sale operatorie dell’Ospedale di Barcellona per mancanza di anestesisti.

Anche se la fonte è estremamente attendibile, ancora una volta ci sarebbe da sperare che la notizia non sia aderente alla realtà. Altrimenti, ancora una volta c’è da chiedersi cosa stia succedendo.

Quei due o tre vincitori di concorso che si sono sentiti offesi dalle mie perplessità su quanto stava accadendo e hanno voluto difendere anche il diritto di quei colleghi che da anni ambivano ad una mobilità volontaria, dovrebbero, a questo punto, attenzionare due elementi in particolare.

Primo elemento: da novembre ad adesso, non erano mai stati menzionati perché i vincitori hanno vinto e hanno diritto a prendere il loro posto e chi si è trovato nella condizione di richiedere la mobilità è giusto che l’abbia chiesta.

Secondo elemento: chiarito che i colleghi in assunzione come quelli in mobilità sono fruitori di diritti legittimamente acquisiti, si deve comunque ammettere che, alla luce dei fatti, la situazione ha dell’incredibile. Si bandiscono posti per colmare vuoti, i vuoti restano e dei precari (gli anestesisti a contratto del Policlinico) perdono il posto restando senza lavoro.

Cari colleghi, in queste situazioni è strano anche offendersi. Dovremmo tutti, ma proprio tutti, chiedere a gran voce che si spieghi come questo possa succedere. Dovremmo chiederci come mai nessuno ancora si accorga di queste stranezze. Per due giorni la vicenda dei concorsi ha fatto notizia sul quotidiano locale e poi il più totale silenzio.

Sarebbe ora che le competenti autorità e le competenti amministrazioni prendessero coscienza di ciò che si sta verificando e trovassero una rapida soluzione a questa vicenda.

Perché, cari colleghi, chi ne paga le conseguenze non è solo il precario perdente posto, ma sono tutti gli anestesisti che il posto lo hanno e che devono sostenere turni massacranti per colmare i vuoti. Le conseguenze le pagano i pazienti che restano privi di cure o devono spostarsi per ottenerle.

Cari colleghi, le guerre tra Medici non migliorano le condizioni della categoria né la qualità dell’assistenza.

Sono politici e manager che dovrebbero impegnarsi con atti legislativi e amministrativi chiari, trasparenti e, soprattutto, risolutivi dei problemi.

Giovanni Caminiti

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