Home / Cronaca / Violenza sui medici di guardia: adesso anche a Messina
Violenza sui medici di guardia: adesso anche a Messina

Violenza sui medici di guardia: adesso anche a Messina

Eccoci, ci siamo, anche a Messina violenza nelle Guardie. Nella notte tra il 14 ed il 15 di questo mese, è stata aggredita una dottoressa della Continuità assistenziale di Messina-Mandalari.

Nel mezzo del cammin su Viale Giostra queste parole di colore oscuro vid’io scritte al sommo d’una porta
“Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”
Superato ch’ebbi quel portale, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita, che nel pensier rinova la paura!

Si vada, di notte, al presidio di Continuità Assistenziale alla Cittadella della Salute, e queste parole torneranno alla mente.

Il caso ha voluto che, in questo luogo ameno, lontano dal centro cittadino, si sia scatenata la furia di un folle e che, fortunatamente, fosse presente personale del 118 che quella stessa sede utilizza.
Se la furia violenta si fosse abbattuta direttamente sulla dottoressa anziché essere indirizzata sulle suppellettili, il risultato sarebbe stato diverso. Se non ci fosse stato altro personale presente, il risultato sarebbe stato diverso.
Il giorno dopo la stigmatizzazione dell’Ordine professionale che si costituirà parte civile al processo. Ma intanto la collega ha subito l’indelebile marchio dell’aggressione.

Oggi, ad una settimana dall’aggressione, l’agghiacciante silenzio di tutti. Silenzio che riguarda soprattutto le possibili protezioni dei Medici all’interno dei presidi.

Nulla possono le grate alle finestre se il Medico ha l’obbligo istituzionale di accogliere all’interno chi chiede di avere aperta la porta. E poco possono fare le forze dell’ordine allertate con fantomatici pulsanti di richiesta di soccorso. Non possono materializzarsi sul posto e pochi minuti bastano perché si metta in scena il dramma. Neanche le telecamere di sicurezza hanno potere di difesa. Una crisi di rabbia non viene fermata da una telecamera.

Ciò che è accaduto, peraltro, ha dato delle indicazioni. La presenza di personale che possa intervenire immediatamente ha dimostrato di essere efficace difesa. Si è sempre detto: l’unione fa la forza.

Questo potrebbe essere il primo di una serie di passi da muovere: sedi in cui insista un numero maggiore di operatori. E dove questo non fosse possibile per mancanza di operatori da accorpare, sedi protette da operatori della sicurezza.
Certo fornire un servizio di vigilanza potrebbe risultare eccessivamente oneroso e le forze dell’ordine non hanno personale sufficiente.
Ma “se la montagna non va da Maometto” potrebbe essere il Medico ad andare alla montagna: un presidio di guardia per ogni comune, almeno una caserma dei Carabinieri per ogni comune, la sede delle guardie trasferita presso le caserme.

Un risparmio nella gestione delle sedi e le forze dell’ordine che tutelano l’incolumità dei Medici senza necessità di impiegare personale. Non solo, si potrebbero accorpare con le Guardie tutti i presidi del per aumentare il numero dei presenti nelle sedi.
E ancora, trasferendo alcune delle Guardie presso i Pronto Soccorso degli Ospedali si potrebbe provare a decongestionare i Pronto Soccorso sperimentando l’affidamento dei “codici bianchi” a personale diverso da quello del P.S. e già presente in sede.

Certo, messe giù così possono sembrare soluzioni semplicistiche. Ma strutturate in maniera organica potrebbero diventare soluzioni efficaci.

Dr. Giovanni Caminiti

Seguici e condividi:

Lascia un commento

Torna su