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Conti di Palazzo dei Leoni sotto analisi: è il prelievo forzoso la causa del deficit

Conti di Palazzo dei Leoni sotto analisi: è il prelievo forzoso la causa del deficit

È di oggi il comunicato diramato dall’ufficio stampa della Città Metropolitana di Messina nel quale si avvia un’ulteriore riflessione sull’attuale disagio economico in cui oggi versa l’ente, così come tutte le ex Province siciliane, che trova origine nella scelta da parte del Governo nazionale di attuare il cosiddetto “prelievo forzoso”, che comporta per l’ex Provincia di Messina la sottrazione di ben 25 milioni di euro annui.

La situazione viene definita del tutto paradossale in considerazione del fatto che, messo da parte detto prelievo, Palazzo dei Leoni risulta essere un Ente virtuoso dal punto di vista gestionale.

Successivamente, viene specificato come la situazione finanziaria della Città Metropolitana sia stata caratterizzata dalla consistente riduzione delle risorse disponibili per l’esercizio delle proprie funzioni per effetto di norme che hanno previsto minori assegnazioni enorme che hanno previsto l’obbligo di riduzione della spesa corrente dell’Ente ed il contemporaneo riversamento di risorse nel bilancio dello Stato.
Tra queste le principali sono il D.L. 66/2014, con il quale è stato previsto il concorso della Provincia Regionale di Messina alla riduzione della spesa pubblica, e la legge 190/2014 con la quale è stato richiesto alle Province un concorso al contenimento della spesa corrente.

Il complesso di tali norme dunque prodotto una riduzione della spesa corrente dal 2013 al 2018 pari a 89.675.802,21 euro.
Ciò ha inevitabilmente prodotto una consistente riduzione delle somme stanziabili per l’erogazione dei servizi, pur dovendo mantenere inalterate le funzioni e le competenze attribuite alle ex Province siciliane che, a differenza delle Province delle Regioni a statuto ordinario, non sono state interessate dal processo di ridimensionamento delle competenze e del personale, previsto dalla legge Delrio, né tantomeno dalle successive manovre di finanza pubblica, con le quali si è proceduto a sterilizzare, in parte, l’effetto del cosiddetto prelievo forzoso.

Le dinamiche di funzionamento del prelievo forzoso prevedono inoltre che qualora l’Ente non versi le somme allo Stato, lo stesso può prelevarle alla fonte tramite l’Agenzia delle Entrate (sul gettito RCA e sul gettito IPT – Imposta Provinciale di Trascrizione).

La condizione, che prelude ad una situazione di “dissesto indotto“, sostanzialmente determinatasi a causa del prelievo forzoso, oltre che per i ridotti interventi finanziari di Stato e Regione Siciliana, non ha consentito all’Ente di poter approvare un’ipotesi di bilancio in pareggio per l’anno 2018, stante lo squilibrio di circa 12 milioni di euro.

Infine, è opportuno sottolineare che la mancata approvazione del bilancio preclude all’Ente di utilizzare i finanziamenti per gli investimenti sulla viabilità (Masterplan) e l’edilizia scolastica, in parte concessi ed in parte in corso di assegnazione, che, pertanto, potrebbero essere revocati, con evidenti ricadute sulle già precarie condizioni in cui versa la rete viaria e l’edilizia scolastica.

Questi sono gli elementi che hanno dunque indotto La Città Metropolitana di Messina ad adottare iniziative volte a determinare un intervento concreto da parte del Governo nazionale che, insieme ad un’azione di sostegno finanziario da parte della Regione siciliana, dovrà garantire le necessarie risorse economiche alle Città Metropolitane siciliane e ai Liberi consorzi, da troppo tempo in condizioni di sofferenza finanziaria.

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