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Omicidio a Messina, maltrattamenti e botte a Catania

Omicidio a Messina, maltrattamenti e botte a Catania

Due giovani donne vittime di episodi di violenza domestica, rispettivamente a Messina e Catania. L’uomo facendo uso abituale di sostanze stupefacenti abitualmente minacciava la giovane compagna catanese colpendola addirittura con utensili da cucina e, costringendola a digiunare per interi giorni. Un connubio terrificante di violenza fisica e psicologica. Quest’ultima, grazie al supporto della famiglia e degli amici riesce a ribellarsi al proprio aguzzino. I fautori del gesto, sono i rispettivi compagni, coloro che avrebbero dovuto amarle, rispettarle, tutelarle!

E, mentre le “voci popolari” si soffermano a definire, giustamente, la crudeltà della persona e del gesto inconcepibile ed ingiustificato, vorrei adesso spostarmi e centrare l’attenzione sulla giovane Alessandra Musarra. Cristian Ioppolo, l’assassino della giovane vittima avrebbe architettato un piano diabolico curato nei minimi particolari, attibuendo le colpe all’ex fidanzato di Alessandra. Alla base del femminicidio sembrano esserci motivi di gelosia e crisi economica che, da tempo affliggeva i conviventi.

Perché se è vero che esistono queste persone ” cosiddette malate di mente” senza però voler scendere in un corretto quadro psicodiagnostico, è vero altresì, che riconoscerle e definirle non ci aiuta ad eliminare il fenomeno.
La tutela, il supporto ed l’insegnamento del riconoscimento e della gestione di comportamenti inadeguati, possono invece aiutare la vittima a difendersi ed a ribellarsi!!! Queste ultime, di solito donne, tendono a coprire ed a tutelare il proprio aguzzino facendo in modo che l’episodio di violenza si ripeta.

Svalutazione, masochismo ed incapacità di essere parte attiva nella relazione amorosa segnano per sempre il tragico destino di queste giovani donne. Il senso è che, se esistono 7 milioni di persone malate nel mondo, l’intervento non deve essere mirato solo alla risoluzione dei problemi di queste ultime, ma al rafforzamento dell’identità delle donne che così, possono diventare propositive nella gestione della propria vita e delle proprie relazioni!

E, se da un lato ci stringiamo forte alla famiglia di Alessandra e di tutte le “Alessandra” che hanno subito pagando con la propria vita, dall’altra parte questi tragici eventi devono fungere da stimolo per le donne che ancora subiscono e che credono che la gelosia sia sinonimo d’amore!

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