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Vittima e carnefice, il ruolo delle famiglie: due madri, due dolori diversi, un’unica forma di riscatto: aiutare le altre donne

Vittima e carnefice, il ruolo delle famiglie: due madri, due dolori diversi, un’unica forma di riscatto: aiutare le altre donne

In riferimento a quanto accaduto alla giovane donna messinese, uccisa dal compagno e con lei tutte le altre che oggi non possono più parlare, che ancora subiscono, vorrei spostare l’attenzione al ruolo delle famiglie. Sebbene le “voci popolari”, per via di una rabbia incontenibile si sostituiscono ai giudici, decretando colpe e responsabilità dell’uno e/o dell’altro, come è comprensibile ed umano che avvenga, vorrei invece rivolgere un profondo pensiero al loro dolore, al tragico vissuto che accompagnerà le famiglie coinvolte, le due madri, l’una della vittima, l’altra del carnefice.

Da una parte, una famiglia che si vede strappata una figlia, uccisa barbaramente, con un dolore incontenibile ed impareggiabile accompagnato ad un grosso senso di colpa e di inutilità per non aver saputo, non aver potuto evitare simili stragi. Dall’altra parte, la famiglia di chi ha provocato la morte, la famiglia dell’assassino. Il loro profondo dolore, la non accettazione, il senso di colpa, la vergogna di una madre che vede il figlio artefice e responsabile della morte di una donna come lei.

Per quanto tutti possano attribuire la responsabilità alla mancata educazione ed alla scorretta gestione delle pulsioni di in figlio, ritengo che qualsiasi madre non voglia mai che accadano queste cose. Nessuna delle due madri, nessuna delle famiglie coinvolte lo vuole. Talvolta non si posseggono strumenti corretti per evitare che tutto ciò accada, non si conoscono modi, tempi, strategie per contenere tutto questo.
Ed in qualche modo, queste due donne, madri della vittima e del carnefice, verranno accomunate da un tragico destino, quello di non aver saputo né potuto evitare che tutto questo accadesse.

Il mio pensiero è rivolto a loro, al loro profondo dolore e senso di impotenza, che possano trovare la strada per continuare a combattere contro questo scempio e che possano, in modi diversi, essere d’aiuto alle altre donne che soffrono…
Questa, se cosi possiamo definirla, è l’unica forma di riscatto che darà quiete alla loro rabbia, ma non alla loro immensa sofferenza…

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