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Principesse e sfumature a Messina, Chiara Becchimanzi: “La risata è uno strumento terapeutico”

Principesse e sfumature a Messina, Chiara Becchimanzi: “La risata è uno strumento terapeutico”

Sabato prossimo, 6 aprile, l’ABAM – Accademia di Belle Arti Messina, lo staff del Teatro a domicilio, in collaborazione con l’Associazione Culturale Impronte, sarà teatro di “Principesse e sfumature – Lei, Lui & Noialtre”, il pluripremiato spettacolo “Comedy”, di e con Chiara Becchimanzi, in tour in tutta Italia.

Già vincitore del Roma Fringe Festival, di Coppa Solinas e Comic Off 2017, si è classificato tra i migliori cinque spettacoli dell’anno 2016 per la top ten di Media&Sipario e tra le dieci eccellenze creative del Lazio 2018, “Principesse e sfumature” è già stato presentato a Messina
il 26 novembre 2018 all’Auditorium Fasola ed il ricavato è stato devoluto all’Associazione “Sostieni un paziente a distanza”.

Senza mai prendersi troppo sul serio, lo spettacolo e la sua protagonista si
interrogano sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità, a partire dalla narrazione di vissuti che potrebbero essere condivisi da molti/e. La risata è uno strumento terapeutico e dotato di grande potenza.

“Avere trent’anni in questa nostra malandata epoca – confessa Chiara Becchimanzi – vuol dire far parte della generazione dell’incertezza. Lavorativa. Logistica. Sentimentale.”

“Scrivo “Principesse e sfumature” – spiega – perché sono veramente in terapia. Perché veramente ho incontrato uomini di tutti i tipi. E soprattutto, perché le colte, brillanti, infaticabili trentenni multitasking della nostra epoca odiano le principesse… ma a volte vorrebbero esserlo. Anche se non lo ammetterebbero mai.”

“E questo attrito tra ciò che siamo
consapevolmente diventate e ciò che il bombardamento culturale subìto nell’infanzia ci induceva ad essere, – dice – genera situazioni esilaranti, incomprensioni irresistibili, disavventure immediatamente riconoscibili…ma anche, purtroppo, ferite più o meno rimarginabili.”

“Provare a riderci su – esorta Chiara – è un modo per comprenderle. Perché di riflettere c’è bisogno, ma se si riflette ridendo si riflette meglio.”

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