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Stretto di Messina – Telecamera documenta una discarica sottomarina

Stretto di Messina – Telecamera documenta una discarica sottomarina

Tonnellate di rifiuti ingombranti giacciono sui fondali dello Stretto di Messina, maggiormente sul versante siciliano.

I Geologi dell’università di Roma “Sapienza”, assieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche, hanno accidentalmente scoperto, durante i preparativi per realizzare una carta geologica, che nelle profondità Marine tra la costa Calabrese e quella Messinese vi è una densità di rifiuti mille volte superiore di immondizia, rispetto a censimenti simili sui macro-rifiuti dei fondali.

La scoperta, pubblicata il 29 marzo, sulla rivista “Scientific Reports”, dagli editori di Nature, mostra tra le foto diversi copertoni, elettrodomestici, giocattoli e perfino una barca ed un auto ribaltata, e secondo i ricercatori all’aumentare delle profondità, attualmente non raggiungibili, aumenterà anche la quantità di spazzatura abbandonata all’interno dei nostri mari. La telecamera sottomarina, pilotata via cavo sulla nave del Cnr, ha percorso quattro punti dello Stretto, due di fronte a Reggio Calabria e due a una decina di chilometri a sud di Messina, percorrendo più di 6 chilometri ad una profondità di 600 metri, a distanze di 1-2 chilometri dalla costa.


Discarica - Stretto di Messina
Discarica nei fondali della Stretto di Messina

Le cause di questo fenomeno, oltre all’inciviltà di chi dispensa rifiuti in mare, sono i numerosi torrenti in secca che trasportano immondizia depositata al suo interno, durante i temporali e la ripidità del fondale, solcato da canyon.

In seguito a queste ricerche si può riconoscere un primato tutto siciliano, poiché la concentrazione maggiore di rifiuti, di 200 rifiuti in 10 metri, è maggiore rispetto a quella Calabrese.

Sa. Ca.

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