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Sensibilità Chimica Multipla e Fibromialgia: venerdì 17 il convegno al Policlinico

Sensibilità Chimica Multipla e Fibromialgia: venerdì 17 il convegno al Policlinico

Venerdì 17 maggio, nell’Aula A del Palacongressi del Policlinico di Messina, dalle 8:30 alle 18:30 si terrà il convegno “Sindromi da Sensibilizzazione centrale: Sensibilità Chimica Multipla e Fibromialgia”, evento stato promosso dall’Azienda Ospedaliera Universitaria “G. Martino” e dall’Università di Messina, in collaborazione col Comitato Fibromialgici Uniti (CFU-Italia), organizzazione no-profit costituita da pazienti che soffrono di Encefalite Mialgica Benigna, Fibromialgia e Sensibilità Chimica Multipla.

Come sottolineato dalla professoressa Daniela Caccamo, responsabile scientifica del convegno, e dalla vice presidente del CFU Serafina Cracchiolo, la Sensibilità Chimica Multipla e la Fibromialgia sono patologie che non hanno ancora trovato un chiaro inquadramento nosologico. Tuttavia, negli ultimi anni sono state oggetto di crescente attenzione, sia perché ne è aumentata l’incidenza, sia per il notevole impatto socio-economico legato alle ripercussioni negative sull’attività lavorativa causate da sintomi spesso invalidanti, e all’elevata spesa sanitaria affrontata dai pazienti per le cure. Gli obiettivi dell’evento sono quelli di sensibilizzare i medici di base e gli specialisti di tutte le discipline su queste sindromi, che non hanno ancora trovato un chiaro inquadramento nosologico, e di aumentare il livello di conoscenza delle stesse per migliorare la gestione dei pazienti sia in termini diagnostici che terapeutici.

L’intento, quindi, è quello di delineare un approccio multidisciplinare alla diagnosi e terapia di queste patologie, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche ed esperienze cliniche messe a confronto. Il dialogo tra i professionisti della salute e i pazienti può pure favorire una più efficace gestione del percorso diagnostico e riabilitativo e un migliore utilizzo delle risorse sanitarie disponibili.

Questo convegno – aggiunge la professoressa Caccamo – è il primo di una serie d’iniziative nella provincia di Messina. I ritardi nella diagnosi sono responsabili della progressione verso forme più gravi della patologia, associate a un significativo peggioramento della qualità di vita dei pazienti. Mi auguro che avere acceso i riflettori su queste patologie sia l’occasione per dare nuovo impulso alla ricerca clinica e di laboratorio“.

Il programma del convegno è stato accreditato dal ministero della Salute con 10 crediti ECM e il numero dei partecipanti è di cento persone. Inoltre, sarà consentito l’ingresso libero ai pazienti e a liberi cittadini come uditori, per un totale di 200 presenze, sulla base delle prenotazioni già ricevute all’indirizzo segreteria@cfuitalia.it.

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