Home / Cultura / Come eri vestita? La mostra a Milazzo: “Non è l’abito a causare una violenza sessuale”
Come eri vestita? La mostra a Milazzo: “Non è l’abito a causare una violenza sessuale”

Come eri vestita? La mostra a Milazzo: “Non è l’abito a causare una violenza sessuale”

Nel prestigioso Palazzo D’Amico di Milazzo, venerdì 28 giugno, alle ore 19:30, verrà inaugurata la mostra “Come eri vestita”, fortemente voluta dall’associazione artistico culturale “Aletheia”. Verranno esposti gli abiti delle donne al momento della violenza.

L’iniziativa, importata dagli USA (Arkansas), era stata presentata per la prima volta nella primavera del 2013, nella versione originale “What were you wearing”.

La rassegna, gentilmente concessa dal centro antiviolenza ‘Pink Project’ con la dott.ssa Maria Grazia Giorgianni di Capo D’Orlando presidente, gode del Patrocinio offerto dalla Regione Siciliana.

A rendersi promotrice dell’evento è, come dicevamo, l’associazione culturale “Aletheia” con Bartolo Doria, in qualità di presidente, e Nuccio Pensabene; con la collaborazione di Domenick Giliberto ed il Patrocinio del Comune di Milazzo.

Presso la sede dell’allestimento, saranno presenti le Istituzioni locali. Madrina d’eccezione sarà Francesca Sindoni, componente esperto alla Regione per la prevenzione e la cura della violenza di genere, nonché referente distrettuale della Carta dei diritti  della bambina per conto della Fidapa Bpw Italy.

“Vogliamo sfatare – dicono gli organizzatori – l’oltraggioso modo di dire e spesso di pensare, ‘ …. se l’è andata a cercare’ che riduce la responsabilità dell’aggressore.”

“Non è l’abito che si ha indosso che causa una violenza sessuale, – spiegano – ma è una persona a causare il danno. Essere in grado di donare serenità alle vittime e suscitare maggiore consapevolezza nel pubblico e nella comunità è la vera motivazione del progetto”. L’altro scopo della Mostra è sostenere la necessità di combattere il senso di colpa scaricato sulle vittime, che è un aspetto alquanto diffuso.

La relazione diretta con qualcosa di tangibile, e al tempo stesso emozionale, determina una reazione decisamente positiva, abbatte gli stereotipi che colpevolizzano le vittime e sensibilizza, attraverso una maggiore conoscenza, su un tema ancora troppo silente. Si tratta, soprattutto, di un fatto culturale, pertanto iniziative come queste contribuscono a condurre ad una visione nuova del rapporto donna/uomo.

I visitatori potranno identificarsi nelle storie narrate e, al tempo stesso, vedere quanto siano comuni gli abiti che le vittime indossavano al momento della violenza sessuale.

Seguici e condividi:

Lascia un commento

Torna su