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Dal primo allunaggio allo scatto della “fotografa messinese della Luna”

Dal primo allunaggio allo scatto della “fotografa messinese della Luna”

E chi non ricorda la missione “Apollo 11”: il famoso primo lancio di uomini nello Spazio?! Gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, entrambi statunitensi, furono i primi umani a “sbarcare” sulla Luna, quando il calendario segnava il giorno 20 luglio ed era l’anno 1969. Momenti emozionanti, che tutto il mondo seguì, con stupore ed ammirazione, fino al primo passo a calcare il suolo lunare, quello di Armstrong.

A cinquant’anni da quello strepitoso evento, che ci piace ricordare, con vivida fermezza, e – perché no?! – accostandolo alla grandiosità della scoperta della fotografia, risalente ad anni prima e precisamente al 1839, giungiamo alla straordinaria scoperta di portata scientifica della fotografa messinese, Elisabetta Pandolfino.

Tre le tappe di questo nostro ‘tour’: Stati Uniti d’America – Francia – Messina. Vi sembrerà un volo più che pindarico, tuttavia il filo conduttore esiste e non è poi così sottile! Il collegamento passa attraverso il campanilismo, che caratterizza fortemente la città dello Stretto ed il Sud, fino ad approdare alla connotazione fortemente innovativa che ne è il “trait d’union”. Ecco perché non potevamo esonerarci dall’inserire, in questo ampio alveo delle scoperte, anche la  “Scrittrice della Luna” ed il suo “Scatto Mentale”, nato nel 2014 proprio osservando la Luna. Uno scatto d’amore “estratto” in una notte di Luna piena, a Messina, in un momento di coinvolgimento ed alto romanticismo.

E a chi è mai capitato di assistere ad una dichiarazione d’amore in piena regola, realizzata scrivendo con la Luna!? Elisabetta Pandolfino, che ne è la creatrice, di sicuro è stata la prima spettatrice di cotanta “magia”! È lei che, a cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna, vuole rendere omaggio con la sua ideazione, che ha chiamato ‘Scatto Mentale’, e con le sue opere, uniche al mondo, che ha realizzato puntando la fonte luminosa prodotta dall’astro lunare.

La fotografa non vede ciò che realizza, ma lo immagina mentalmente. Proviamo a chiudere gli occhi anche noi, senza vedere nulla. Ora creiamo arte! Impresa per nulla semplice! Beh, Elisabetta ci riesce e lo fa a mano libera, come se la sua macchina fotografica fosse un pennello, leggero e setoso, riuscendo a far rientrare il tutto nei limiti tutt’altro che ampi di un unico fotogramma.

La Luna, unico satellite della Terra, da sempre fonte d’ispirazione per molti artisti, poeti, musicisti ha ispirato la Pandolfino, la quale in questi anni cavalca le luci della ribalta con la sua scoperta.

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