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A settembre torna in classe l’educazione civica: rispetto per animali e natura

A settembre torna in classe l’educazione civica: rispetto per animali e natura

Di nuovo obbligatoria, in Italia, l’educazione civica, voluta nel 1958 da Aldo Moro, che fu il primo ad introdurla, ed abolita cruentemente nel 1990/1991. Il disegno di legge, approvato in via definitiva dal Senato, ne introduce l’insegnamento, nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, a partire da settembre e per un’ora settimanale.

Ma cos’è l’educazione civica? È la branca che studia le forme di Governo, il ruolo dei cittadini, la gestione dello Stato ed il suo modo di operare. Abilitati all’insegnamento della materia saranno i docenti della classe e, se disponibili, gli insegnanti abilitati alle discipline giuridiche ed economiche.

Il fondamento sarà la Costituzione italiana; poi, saranno contemplate le Istituzioni nazionali, l’Unione europea e gli organismi internazionali; la storia della bandiera e dell’inno nazionale. Inoltre, si tratterà dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; dell’educazione alla cittadinanza digitale; degli elementi fondamentali di diritto, in particolare il diritto del lavoro; l’educazione ambientale; lo sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; l’educazione alla legalità; l’educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

Anche nel campo informatico, i ragazzi saranno guidati al miglior comportamento possibile, per contrastare quanto accade, ormai da anni, sulla Rete: una strategia per combattere le innumerevoli induzioni al suicidio che hanno infoltito la cronaca italiana ed internazionale degli ultimi tempi, alimentando all’inverosimile il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Si deve all’onorevole Paola Frassinetti (FI) l’emendamento che testualmente recita: “Tutte le azioni sono finalizzate ad alimentare e rafforzare il rispetto nei confronti delle persone, degli animali e della natura”. Questo, in definitiva, il senso del ripristino di una materia che, negli anni in cui veniva insegnata, era in grado di trasmettere la valenza pregnante di ideali e di valori, ora divenuti obsoleti e sconosciuti ai più; vuoto sociale che ha trasformato la società civile odierna in arida e popolata da una massa informe di “haters”, “oratori” (passatemi l’eufemismo) che urlano odio, incondizionato ed incommensurabile, da dietro le tastiere, o in branco esattamente come farebbe un popolo non civilizzato, arcaico e primitivo, o una muta di cani feroci, territorialisti ma (dove?) in un territorio non proprio, in cui “il nulla a pretendere” dominerebbe anche, se non fosse imperante lo strapotere dell’insensibile ed ignorante popolo 2.0.

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