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Cateno De Luca: “Bisogna avere rispetto per questa Giunta”

Cateno De Luca: “Bisogna avere rispetto per questa Giunta”

Una relazione “enciclopedica” di oltre 1.400 pagine, che sembra più un’indagine giudiziaria sul vero stato del Comune di Messina e sulle partecipate, dipartimenti, cooperative e dirigenti. Oltre mille e quattrocento pagine raccontate in un comizio di oltre tre ore in una piazza Unione Europea affollata di messinesi.

In particolare, De Luca punta il dito contro i dirigenti, penalizzati adesso dai dipartimenti che passano ad 8 e dai dirigenti che da 23 passano a 9. <<Voglio vedere da domani che cosa mi risponderanno e cosa decideranno, tanto chi non ci sta o non si ricolloca è fuori. E poi farò i concorsi.>>

<<Bisogna avere rispetto per questa Giunta. Loro sono solo causa mia. Non sono persone d’esperienza pertanto possono sbagliare. Ma adesso dopo un anno di rodaggio hanno imparato dagli errori commessi>> – dice De Luca. La squadra di Giunta, infatti, è confermata. Entra adesso Enzo Caruso.

A detta di De Luca il percorso di cambiamento delle partecipate ha determinato il risparmio dei costi del Comune, lo stravolgimento delle “relazioni pericolose” nei servizi sociali.

Attacco anche all’AMAM: <<Crediti non reali, per un’azienda partecipata che doveva risanare i debiti del Comune, facendosi carico di nuovi debiti fiscali>>. Con queste parole De Luca si riferisce a quanto era previsto nel piano di riequilibrio della Giunta Accorinti che prevedeva che l’AMAM pagasse circa due milioni e mezzo l’anno con gli utili della partecipata della gestione delle acque. <<Non solo avrebbe creato nuovi debiti fiscali pari a quanto messo a disposizione del Comune di Messina, ma non si poteva fare: gli utili derivanti dalla distribuzione dell’acqua per legge devono essere o reinvestiti nell’azienda od utilizzati per ridurne la tariffa>> – chiarisce De Luca.

In questo  “anno di rodaggio“, nel quale si è provveduto a ripulire e ricostruire le fondamenta di un sistema malato e nel quale, De Luca stesso ammette: <<Io stesso ho capito che Messina non è Santa Teresa, così come allora, proveniente da Fiumedinisi, capii che Santa Teresa era un’altra cosa.>>

C’è anche un De Luca più pacato: <<Chiedo scusa per le mie tante intemperanze, ho un brutto carattere>> – afferma il sindaco, che alla fine ha trovato il coraggio e la forza di denunciare la cattiva gestione affaristica e clientelare  delle passate Amministrazioni comunali. Cambierà qualcosa a Messina? I messinesi adesso vogliono fatti concreti, non solo parole e denunce.

In merito si regista la replica di MessinAccomuna

UN ANNO DOPO: DE LUCA “NUOVO”, BUGIE VECCHIE

Non abbiamo ancora guardato all’ultimo prodotto della letteratura deluchiana sugli sfaceli di Accorinti & Co. (ovviamente: Accorinti, non Buzzanca, non Genovese, non i “politici di razza” che hanno sventrato Messina) in occasione della “relazione annuale”, un collaudato serial dell’horror amministrativo. La cifra comunicativa però era già annunaciata, e l’intento-polverone dell’opera marchianamente evidente: coprire le promesse disattese, gli impegni mancati, il vuoto operativo dei mille annunci roboanti buttando discredito e magari qualche schizzo di fango sull’amministrazione Accorinti. E magari mettendosi come medaglie i risultati ottenuti grazie all’eredità amministrativa ricevuta.
Il Sindaco che non ha portato un solo alloggio in più per l’emergenza abitativa, che doveva “svuotare le baracche” entro ottobre (sì, ma dell’anno scorso), che si è dimesso “irrevocabilmente” a settembre e a dicembre 2018 e a febbraio e marzo 2019, quello che doveva portare la differenziata al 36% entro luglio (e che ha cacciato un manager che magari ce l’avrebbe fatta), quello che doveva salvare le finanze della Città Metropolitana con le farse delle sue marce. Quello che ha chiuso le scuole l’anno scorso in attesa del “milleproroghe” (e, si chiedono i genitori, quest’anno cosa è cambiato?), quello che ha ammazzato il trasporto pubblico, che ha inaugurato i cantieri preparati da chi c’era prima (Tremestieri, Don Blasco, Mercato Zaera, ecc.), quello che ha bloccato il “salvacolline” e dimenticato il PRG che ha dichiarato di condividere, quello ha fatto solo confusione e polverone sul secondo Palagiustizia, facendo perdere un anno e mezzo per inseguire un progetto illegittimo, quello che “rimodulato” il Masterplan, ma finora ha avviato soltanto (la settimana scorsa) i progetti di tutela del territorio fatti da …Accorinti; il sindaco che fa i blitz contro i poveracci e alza bandiera bianca contro i Tir in città, quello che doveva chiudere le partecipate e ne ha aperte almeno tre nuove, che fa candidature con Forza Italia, discorsi all’UDC e garantisce prebende agli amici suoi, di D’Alia e di Picciolo e che ottiene maggioranze con la complicità dei consiglieri di Navarra; quello che propone regolamenti nulli (baratto amministrativo), istituisce mostre-mercato illegittime (Aldisio) e propone assurdità come il mercato sul viale Giostra, giusto per farsi voler bene (e votare?) dagli operatori dei mercati; quello che se la prende col custode se il campo “Santamaria” inaugurato a maggio 2018 è in condizioni indicibili, che attacca i lavoratori, i sindacati e chi ha la ventura di pensarla diversamente da lui, quello che ha instaurato il “terrore” a Palazzo Zanca, dove fa vendere al bar il miele di un suo amico e butta la croce su dirigenti e funzionari se le delibere che propone sono nulle; insomma, il sindaco del tram che vola e del Casinò, cosa può dire per mascherare le contraddizioni col suo programma, il vuoto dei suoi annunci, l’inconcludenza delle sue sceneggiate? Nulla di meglio che svillaneggiare chi gli ha consentito di farsi selfie mentre taglia i nastri, giusto per non far vedere che, finora, il “fatto” della sua amministrazione è farina del sacco altrui.
Non ci appassiona certo la prosa diluviante e spesso offensiva del Sindaco, ma può darsi possa essere istruttivo valutarne i contenuti e favorire, a beneficio di tutti, una sana opera demistificatoria”.

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