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“Aiutiamo Agata”: il disperato appello di una madre ai messinesi

“Aiutiamo Agata”: il disperato appello di una madre ai messinesi

Ricorreva l’anno 2015, era l’8 giugno, un fulmine a ciel sereno si abbatte su una famiglia, un evento traumatico devasta la routine familiare. “Mia figlia, Agata Menza, è stata colpita da emorragia cerebrale causata dalla rottura di un aneurisma che ha provocato una paralisi a tutto il lato destro.” Sono queste le parole struggenti della mamma della ragazza. E il racconto prosegue così. “Agata ha due figli, di cui una minorenne (10 anni) e vuole che la sua mamma torni a casa.”

Dopo 4 anni di lotte legali contro gli ostacoli alla sua riabilitazione da parte di chi avrebbe dovuto tutelare il suo benessere, abbiamo la possibilità di farla riabilitare presso una struttura adeguata alle sue patologie. Tale struttura richiede spese impossibili da affrontare da parte nostra, in quanto situata fuori dalla Sicilia e quindi dovremmo affrontare, inoltre, spese per il trasferimento ( trasporto in ambulanza dall’attuale struttura all’aeroporto di Catania e viaggio assistito fino a destinazione), e altre eventuali spese per la lunga degenza e speciali terapie per la sua neuroriabilitazione.”

Attualmente sono queste le condizioni di Agata, come la vedete nella foto. “Purtroppo, – dice la mamma – sono state scelte per lei strutture non adeguate alla sua condizione. Necessita di una riabilitazione neurologica intensiva presso centri qualificati, dove sarebbe seguita da logopedisti, neurologi, neuropsicoterapeuti, fisiatri e fisioterapisti qualificati. Ha fatto da sola dei piccoli progressi a livello cognitivo, riesce un po’ a parlare, ma il problema più grave è la riabilitazione motoria. Ha una paralisi su tutto il lato destro, il piede destro è rotto e non è stato operato, in quanto, a detta di alcuni medici, non era necessario perché, essendo paralizzato, “non le sarebbe più servito“.

Quindi, io da madre farò di tutto, anche l’impossibile, per dare a mia figlia quella dignità che le è stata tolta, anche se non tornerà più come era prima, ma almeno tenterò di riportarla a casa dai suoi figli, nelle condizioni migliori possibili, perchè oltre al dolore di vedere ogni giorno una figlia ridotta cosi’, devo lottare contro la burocrazia e l’ostilità di chi dovrebbe lottare per lei.”

Confidiamo nel vostro buon cuore e ringraziamo chiunque volesse contribuire con una piccola donazione alla rinascita di Agata.”
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