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Rifugio Don Blasco, M5s: «Modifiche immediate al bando»

Rifugio Don Blasco, M5s: «Modifiche immediate al bando»

I consiglieri chiedono al Comune di adottare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e di ascoltare le proposte delle associazioni. Cristina Cannistrà: «Problema scaturito dalla mancanza di dialogo fra il dirigente e l’assessore al ramo». La deputata Antonella Papiro: «Si segua l’esempio di Sanremo»

«I cani e gli altri animali non possono essere gestiti alla stregua di “scatoloni” da smistare. Il Comune ascolti le richieste dei volontari e modifichi al più presto l’attuale bando “al ribasso” per garantire la tutela e il benessere degli amici a 4 zampe». 

Parole dei consiglieri comunali del M5s in merito al caso del Rifugio Don Blasco, che nei giorni scorsi ha suscitato la reazione dei tanti volontari che da anni si occupano gratuitamente della salute dei cani e dei gatti all’interno dei locali dell’ex macello.

«Un caso analogo si è verificato recentemente a Sanremo, dove un bando analogo è stato ritirato a causa di requisiti considerati non idonei, seppur consentiti dalla Legge» – spiegano Cristina Cannistrà e Andrea Argento, citando in particolare i tempi e le modalità di affidamento e proponendo in alternativa il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

«Ho appreso dall’assessore Massimiliano Minutoli – prosegue Cannistrà – che c’è l’intenzione da parte della Giunta di modificare il bando. In base a quanto mi è stato riferito, il caso sarebbe dovuto a una mancanza di dialogo fra lo stesso assessore e il dirigente al ramo, che avrebbe predisposto il tutto senza le dovute interlocuzioni preliminari. Ci auguriamo che si sia trattato di un caso sporadico, ma la riduzione dei dirigenti voluta dal sindaco, considerata come una panacea per tutti i mali, non fa presagire nulla di buono».

Fra gli argomenti sotto la lente dei pentastellati anche il mancato coinvolgimento delle associazioni cittadine, che più volte hanno cercato di istaurare un dialogo con l’Amministrazione, come dimostrano le numerose Pec inviate e rimaste inevase: «Le organizzazioni cittadine che si occupano della questione non sono state ascoltate per un parere, sebbene la Legge 15 del 2000, articolo 1 comma 2, specifichi come  sia necessario il coinvolgimento di tuti i soggetti istituzionali, fra le quali anche le organizzazioni accreditate alla Regione Sicilia» – proseguono i consiglieri, che nei prossimi giorni chiederanno un ordine del giorno in Commissione per fare il punto sul numero di animali microchippati e sterilizzati in città nel corso dell’ultimo anno, in presenza di associazioni, Asp, dirigente e assessore al ramo.

A intervenire sulla vicenda è anche la deputata Antonella Papiro: «Mi auguro che il Sindaco De Luca sia davvero disposto a mettere in discussione la scelta di rivedere il “bando a ribasso” che coinvolge i cani del Rifugio Don Blasco. Ritengo che nel pieno rispetto delle normative, si debba sempre tutelare e mettere al primo posto la sicurezza di esseri viventi indifesi. Di conseguenza, auspico che anche Messina segua l’esempio del Comune di Sanremo e modifichi il bando, scegliendo proposte migliorative per la gestione di tutti i randagi all’interno del territorio comunale. È chiaro che continueremo a vigilare, insieme alle associazioni e i volontari, affinché tutto ciò avvenga».

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