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Katabba 2020: non solo folklore e promozione turistica

Katabba 2020: non solo folklore e promozione turistica

La rievocazione storica delle gesta di Ruggero I che verrà fatta il 26 Gennaio a Monforte San Giorgio e che prende il nome di Katabba, ci offre lo spunto per brevemente sottolineare l’importanza di tale evento che va ben oltre il folklore e la promozione turistica.
Senza entrare in dotte disquisizioni tra significante e significato non può però sottacersi come tale evento segni un punto fondamentale per quelli che saranno gli sviluppi politici futuri dell’isola.

Il Gran Conte Ruggero, infatti, inizia quella meravigliosa epopea di liberazione della Sicilia che troverà coronamento solo dopo la sua morte per mano del figlio, Ruggero II, che istituzionalizzerà il “Regno di Sicilia”.
Il ricordo delle origini che tale evento simbolicamente trasmette è quindi da evidenziare anche perché le vicende storiche degli ultimi due secoli hanno oscurato molto l’immagine della nostra terra che invece va ricordata soprattutto ai giovani: è siciliano il primo parlamento, la monarchia costituzionale (ben prima di quella inglese), la divisione ei poteri (ben prima della teorizzazione del Montesquieu) solo per citarne alcune e da ultimo, ma non ultimo, il nostro statuto è antecedente alla Costituzione Italiana….
Di questi valori sono certamente consapevoli sia la D.S. dell’I.C. Torregrotta, prof.ssa Barbara Oteri, che ha fortemente voluto che il coro della scuola partecipasse alla manifestazione sia la prof.ssa Rosita Lembo che curerà la parte musicale con due brani medioevali particolari, “Veni Creator Spiritus”, nell’adattamento del maestro Marco Frisina e “Regina Coeli” su testo medioevale ma musiche originali sempre del maestro Frisina.

Pregevole la motivazione data dalla docente sulla scelta dei brani che di seguito si riporta: “La scelta dei brani, per un coro di scuola media potrebbe sembrare un azzardo, viste le difficoltà tecniche, ma sicuramente sono adeguati alla ricorrenza; il “Veni Creator Spiritus”, infatti, viene cantato in particolari avvenimenti solenni per invocare lo Spirito Santo – uno per tutti l’elezione del nuovo Papa- e nella circostanza viene utilizzato per rimarcare l’importanza di Katabba nel rievocare un accadimento storico molto importante e rivendicare con orgoglio la propria appartenenza a un’area culturale e religiosa ben individuata. Il “Regina Coeli”, in analogia alla Resurrezione, vuole rievocare la gioia della riacquistata libertà dell’oppressione araba”.

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