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Il PD vince in Emilia e perde la Calabria, Cacciari e Travaglio: “Il sud è un’altra Italia”

Il PD vince in Emilia e perde la Calabria, Cacciari e Travaglio: “Il sud è un’altra Italia”

E così Bonaccini ha vinto. Il candidato di centrosinistra in Emilia supera la rivale leghista Borgonzoni, vincendo così a Bologna(foto), mentre in Calabria la candidata di Forza Italia Santelli si accaparra lo scranno della regione, battendo il pd Callipo e staccandolo di oltre venti punti. Diverse le analisi sul voto: gli opinionisti di centrodestra minimizzano il tonfo emiliano e mettono in risalto il cambio di colore della Calabria, ma quasi tutti gli opinionisti di centrosinistra-e coloro che nell’area moderata non si riconoscono nella destra attuale-concordano su un punto: i risultati sono il segno di una insanabile, quasi antropologica differenza tra le due regioni. Chi scrive non è tacciabile di simpatie salviniane, ma l’analisi emersa dai talk show e dai commenti online dovrebbe lasciare basiti i meridionali di qualsiasi schieramento: l’Emilia, patria del civismo, figlia della Resistenza, dimora del buongoverno ha scelto Bonaccini; la Calabria arretrata, perduta, clientelare, avrebbe scelto la destra solo perchè non ha voluto cogliere l’opportunità costituita da Callipo, un imprenditore prestato alla politica noto per il suo impegno antimafia. Non si vuole qui andare in profondità nell’analisi del voto, ma mettere in risalto il sotteso pregiudizio antimeridionale che alberga anche nelle file degli intellettuali di sinistra. E se l’elettorato calabrese, a torto o a ragione, avesse solo voluto punire il malgoverno di Oliverio(e quelli emiliani premiare il buongoverno di Bonaccini)? E se i calabresi avessero pensato che l’esperienza di Callipo potesse diventare come quella siciliana di Crocetta, votato in massa con la speranza di un cambiamento finito in “molto rumore per nulla”(novella di Shakespeare guardacaso ambientata a Messina)? Viene da pensare che se avesse vinto Salvini in Emilia si sarebbe trovata una ragione razionale, “la giusta punizione per una sinistra ormai non più in contatto col popolo emiliano”. Al sud no: qualunque scelta si prenda è figlia del clientelismo, del malaffare, di loschi interessi. Proprio come hanno detto a “8 e mezzo” Cacciari e Travaglio: “Il Nord è il vero Paese”, “la Calabria è un’altra Italia”. Si potrebbe obiettare il fatto che che i problemi del sud siano innegabili e offendersi significhi solo non riconoscere la realtà. Nessuno nega la complessità della “Questione meridionale”, attuale da quando esiste l’Italia, secondo alcuni figlia degli atavici problemi del Sud, secondo altri figlia di una politica colonialista e predatoria ai danni del Meridione. Ma è vero che la narrazione per il Mezzogiorno è sempre senza appello: colpevoli fino a prova contraria.

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