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Cosa succede nella mente di un uomo che uccide la propria compagna?

Cosa succede nella mente di un uomo che uccide la propria compagna?

La Dott.ssa Ines Catania, Psicologa, spiega che la violenza maschile, spesso, è un fenomeno strutturale, sostenuto da una cultura patriarcale che esprime, tramite l’azione violenta, l’apice di una discriminazione preoccupante e generalizzata verso le donne. Nello specifico, la violenza si verifica quando il soggetto subordinato mette in discussione la propria relazione di dominio. In questo caso è l’intera identità maschile ad essere messa in discussione.

Gli uomini di oggi non sono più in grado di essere dominanti e affogano nella rabbia il fatto di non avere un’identità, di non essere abbastanza autorevoli, completi come capi famiglia; anche loro mostrano sempre più spesso ansie, paure, incertezze e non conoscono risorse sociali alle quali fare riferimento nel caso di bisogno. Qui trovano spazio il raptus e la perversione che trasformano l’essere protettivo e figura dominante, in un insano bisogno di potere nei confronti della partner.

Tracciare anche un profilo psicologico della “malcapitata vittima”, che spesso non si rende conto di ciò che subisce, servirebbe a conoscere e prevenire altre tragiche dinamiche. La condivisione, ogni qual volta si verifica un episodio di violenza, il riconoscimento dell’accaduto come tale in tutta la sua gravità, l’apertura all’altro o il ricorso a servizi sociali, psicologi e forze armate è sicuramente il primo passo verso la libertà…perché ricordiamo che “IL SILENZIO NON AIUTA”.

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