Home / In Evidenza / MessinAccomuna: “Poker o bungee jumping per i liquidatori ATM?”
MessinAccomuna: “Poker o bungee jumping per i liquidatori ATM?”

MessinAccomuna: “Poker o bungee jumping per i liquidatori ATM?”

Su ATM De Luca si incapriccia, si incarta, fa e fa fare cose strane. Novembre 2018: il Consiglio Comunale delibera di liquidare ATM, dichiara che per chiuderla occorrono 29 milioni, ma nella stessa seduta ne stanzia ben 81 nel piano di riequilibrio: 50 di troppo sulle spalle dei messinesi (subito denunciato da messinAccomuna).

Giugno 2019: il Sindaco nomina i Commissari liquidatori per la gestione ordinaria, la riscossione dei crediti e il compito di preparare un piano di liquidazione. Settembre 2019: senza piano di liquidazione, i Commissari vendono 16 scuolabus. Dicembre 2019: il piano di liquidazione (non approvabile) viene respinto dal Consiglio. D’accordo col Sindaco, i Commissari chiedono alla Regione la liquidazione coatta amministrativa per ATM (messinAccomuna interviene scrivendo alla Regione). Gennaio 2020: senza piano di liquidazione, i Commissari avviano il licenziamento dei lavoratori“.

Ricapitolando, i liquidatori, obbligati alla sola gestione ordinaria e conservativa, vendono mezzi e licenziano il personale, andando oltre ciò che è loro consentito. Per norma è il Consiglio Comunale a poter cedere i beni dell’azienda.”

Il licenziamento dei lavoratori, poi, depaupera ATM in maniera irreparabile e, senza piano di liquidazione approvato, ne comporta la soppressione “violenta”. Il licenziamento non rientra nella “gestione ordinaria” ed è probabilmente contrario alla tutela dei creditori. Pare poi che sia stato detto che il TFR dei lavoratori è garantito dall’INPS. L’affermazione è fuori dalla realtà attuale: il fondo INPS tutela i lavoratori in caso di fallimento conclamato“.

La liquidazione coatta è stata richiesta (in forme irrituali), non è stata decretata da nessuno e forse non lo potrà essere. Non è né esistente, né imminente. In questa fase, ogni fatto di gestione straordinaria è temerario ed estraneo al perimetro d’azione dei liquidatori“.

Per tornare ai licenziamenti: cosa può garantire ai lavoratori l’assunzione nella nuova ATM, una volta licenziati dalla vecchia? Nulla: senza continuità di servizio non può valere la “clausola di salvaguardia” e la nuova SpA dovrà assumere per pubblico concorso. Per tutela di tutti, le azioni avviate andrebbero immediatamente revocate“.

Nel casinò di Palazzo Zanca, più ancora che a un bluff di poker, questi atti somigliano a un giro di ‘bungee jumping’ con corde elastiche scotte: che il Signore la mandi buona a tutti quanti!

Più saggio sarebbe revocare le procedure e adoperarsi per la pronta riscossione dei crediti, a iniziare da quello che la precedente Amministrazione aveva fatto maturare verso la Regione. Con il rigetto della richiesta di sospensione, da dieci giorni quel credito è moneta sonante, mentre i lavoratori al 2 febbraio attendono ancora lo stipendio di dicembre. È stato fatto qualcosa per riscuoterlo prontamente? E quando?“.

Seguici e condividi:

Lascia un commento

Torna su