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Sicilia, Helicopter money: il salva economia per sopravvivere

Sicilia, Helicopter money: il salva economia per sopravvivere

Il modello tedesco come salva economia per i siciliani “fermi” in questo periodo di emergenza da Coronavirus. Una vera e propria zattera di salvataggio. La proposta dei Siciliani Liberi, movimento politico che si batte per la rinascita economica della Sicilia.

L’epidemia Covid-19 non può più essere assimilata ad una influenza, per quanto grave. Forse, da un punto di vista strettamente epidemiologico, per vari motivi (tasso di mortalità, contagiosità, durata della degenza, o altro), ma […] certo è che la chiusura totale delle attività paragonabile ad una vera e propria guerra“. – dicono i Free Sicilians.

“Troppi Siciliani rimasti senza reddito dall’oggi al domani: operatori del turismo, dei trasporti, dei viaggi, della ristorazione, dell’intrattenimento, dello sport, del tempo libero, fra poco non sapranno più come fare la spesa. E con loro tutto l’indotto di lavoratori dipendenti, fornitori, professionisti, etc. che da questi traggono i loro mezzi di sostentamento. Queste nostre sorelle e fratelli hanno il diritto di sopravvivere e nessuno si sta ricordando di loro“.

Non c’è che una soluzione: l’Helicopter Money, cioè l’attribuzione generalizzata e gratuita di disponibilità monetarie a tutte le categorie colpite dalla crisi. Persino l’arcigna UE sta sospendendo il Patto di Stabilità (e ci mancherebbe altro…). Non è il momento di fare i tirchi, ma quello di dare una zattera di sopravvivenza a chi ne ha bisogno. Potrebbe farlo, dovrebbe farlo, lo Stato italiano, ma ha deciso di non farlo“.

Mentre la Germania, per mezzo di una banca pubblica, inietta di colpo più di mezzo trilione di euro nell’economia (550 miliardi per l’esattezza), il governo eurofanatico di Conte e Gualtieri si limita a una manovrina di 25 miliardi che, spalmati su tutta l’Italia, sono appena un pannicello caldo, da cui l’intero Stato uscirà con le ossa rotte“.

Ora, se l’Italia vuole suicidarsi, può solo dispiacerci, molto, ma noi dobbiamo pensare intanto a salvare noi stessi. Oggi Musumeci non deve chiedere nulla a Roma […] ha il potere di dare alla Sicilia quello shock che l’economia merita, e vogliamo vedere chi parla. Ci ha letto e ascoltato altre volte, anche se non lo dice. Lo faccia anche questa volta”.

La nostra proposta è questa: motivando con ragioni d’urgenza la propria decisione, emetta un titolo del valore di 12 miliardi di euro, riservandone l’acquisto alla Banca Regionale pubblica IRFIS SpA. Questo titolo sarà formalmente un debito, ma solo formalmente: il debito sarà irredimibile (IRFIS non potrà chiederne mai la restituzione, ma solo la Regione, se e quando lo vorrà, lo rimborserà, anche parzialmente); […] a interessi zero (IRFIS non potrà avere alcun introito a fronte dello stesso); […] a tempo indeterminato (non c’è scadenza per il rimborso)”.

In cambio di questo titolo, che IRFIS mette nell’attivo del suo stato patrimoniale, nel passivo apre un conto corrente speciale alla Regione di pari entità. Con questo “bazooka” la Regione alloca le somme a tutti gli operatori economici attualmente fermi a causa del Coronavirus, secondo criteri di distribuzione equa e con la più ampia diffusione sociale, territoriale e settoriale“.

Se lo fa la Germania, abbiamo il diritto e il dovere di farlo anche noi. Nessuno, in un momento così drammatico potrà fermarci. Del resto l’art. 41 dello Statuto garantisce che la Regione possa emettere “prestiti interni”, cioè prestiti rivolti ad operatori interni, quale l’IRFIS è. E questa norma, “speciale” per definizione, prevale sulla norma di diritto comune secondo la quale, in condizioni ordinarie peraltro, la Regione potrebbe contrarre debiti solo per far fronte a spese per investimenti. Ma queste NON sono condizioni ordinarie, e iniettare denaro per mantenere la capacità produttiva, è sostanzialmente e macroeconomicamente una spesa per investimento, non una spesa per consumi”.

“Peraltro, ad aumentare la liquidità in circolazione, l’IRFIS poi potrebbe prendere questo titolo che ha in attivo, spaccarlo in microtitoli da 20 euro l’uno circa e cartolarizzarlo, distribuendolo nel grande pubblico, attraverso convenzioni con la grande distribuzione che lo accetterebbe in pagamento, anche parziale, dai consumatori, con la convenzione di poterlo usare per il rimborso di pagamento delle imposte in Sicilia (ciò che spetta alla Regione ex art. 37, 2° comma)”.

“Ancora una volta ci sarebbe copertura, magari garantendo tale diritto con una dilazione di due o tre anni. In tal modo, questa liquidità aggiuntiva girerebbe come valuta complementare locale, dando una sferzata all’economia paralizzata dalla crisi. È un percorso del tutto lecito. Abbia il Presidente il coraggio di fare il Presidente, e non il Governatore coloniale. I 25 miliardi per l’intera Italia sono una bazzecola. Se il Governo Italiano ci dovesse fermare, allora tutta l’Italia chiederà che emetta, allo stesso modo, almeno 350 miliardi attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Se poi a Roma hanno deciso che dobbiamo morire tutti, ce lo dicano, ma noi non ci rassegneremo“.

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