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Coronavirus, sbarchi dello Stretto: il De Luca furioso

Coronavirus, sbarchi dello Stretto: il De Luca furioso

Parafrasando il titolo del poema cavalleresco di Ludovico Ariosto. Sono queste le dichiarazioni del sindaco De Luca, presente agli imbarcaderi sin dal pomeriggio. <<Il video – ha detto – non l’ho fatto io, lo hanno fatto i Carabinieri. Quindi, abbiamo immagini certificate>>.

E preannuncia da subito un excursus complessivo <<di tante vicende, sia con il Presidente del Consiglio dei Ministri che con il Presidente della Regione Sicilia. – ha sottolineato – Iniziamo dallo sbarco di oggi pomeriggio. Nell’altra manifestazione, c’erano 26 macchine, 20 di pendolari e delle 6 macchine ne abbiamo dovute denunciare la metà. Secondo la Lamorgese era una grande fregnaccia>>.

<<Lo Stato non si è attrezzato per salvaguardare la vita delle persone. In Italia, ci siamo ritrovati senza la possibilità di impedire la diffusione. – ha continuato – Il problema non sono i posti letto ma cosa si doveva fare per impedire di arrivare ad usare i posti letto. È inutile mostrare i muscoli che non abbiamo, abbiamo dei limiti, non mi riferisco alle risorse umane, perché lavorare in queste condizioni è da eroi. Mascherine non ce ne sono, noi abbiamo quelle artigianali, ne stiamo facendo 1000-1500 al giorno, quelle che non hanno le ISO e “vattene a pesca” non si possono usare>>.

<<Questa situazione la sì registra nelle case di riposo dove ci sono veri e propri focolai. – spiega – Un contagio che va crescendo perché mancano i presupposti, se manca tutto ciò che puoi proteggere. Uno Stato deve avere la capacità di sospendere le misure ordinarie e applicare misure straordinarie. A tutte le comunità dico state vicino ai vostri sindaci>>.

Aggiungendo un chiarimento, dice: <<Perché mi sono permesso di dire tutte le cose che facevano danno, perché avevo voglia di protagonismo? Vi assicuro di no. I sindaci per questa emergenza si devono fare i cazzi loro e, quindi, l’emergenza sanitaria sarà gestita dalla filiera sanitaria, cioè dalle ASP. Ma non è stato così, in questa Repubblica delle banane>>.

<<Finora abbiamo subìto ingressi in violazione di legge. – ha detto – E quà mi rivolgo al mio Presidente della Regione e stasera ne parleremo di cosa vuol dire infuocare la posta. Un primo atto, al quale mi richiamo, è l’ordinanza regionale dell’8 marzo che stabilisce che ai concessionari di trasporto è fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione dei Comuni e delle ASP i nominativi dei viaggiatori. Questa previsione non si è mai verificata>>.

<<Ora andiamo avanti, il primo io. Vi chiedo conto e ragione di come le vostre norme e ordinanze sono state applicate. – ha detto – Anche per una questione di ordine pubblico il sindaco deve sapere cosa succede sul proprio territorio. Io ho dovuto rintracciare i 135 nominativi dopo che è uscito sui giornali di gente che era ricoverata negli ospedali perché positiva. E quindi non puoi accettare che il sistema continui così. Sì è aperta una inchiesta e mi auguro che la Procura faccia chiarezza. Questo comportamento ha provocato una situazione pericolosa. Dopo abbiamo avuto il regalo del presidente del Consiglio dei Ministri che aveva stabilito le zone rosse poi estese ai primi di marzo e in quelle zone si è vietato di uscire>>.

<<L’estensione del 9 marzo, in tutta Italia, ha previsto restrizioni ma ha lasciato che il sistema si sia comportato da sanguisuga. Bollette, affitto da pagare. Se dico all’Italia fermati non posso succhiargli il sangue. Non è più facile bloccare tutto ed evitare che avvenga questo prelievo forzoso. Io avrei fatto diversamente>>.

<<Avevamo evidenziato – continua – le criticità dello Stretto di Messina e la necessità di alcuni provvedimenti particolari dove venivano stabilite tutta una serie di disposizioni. Ci si mette d’accordo con i vettori e questa ordinanza non fa altro che dire che il traffico doveva essere concentrato qui alla Rada S.Francesco e ci siamo ritrovati la città invasa da Tir. Dopo tutte ‘ste discussioni si arriva a questo: dereto che ha stabilito la sospensione del trasporto passeggeri sullo Stretto per lavoro, salute e necessità. Anche la causa di legittimo spostamento al proprio domicilio>>.

<<Chi perde il lavoro aveva diritto di rientrare a casa. Decreto: questo transito è consentito previa autorizzazione del Presidente della Regione siciliana. Dal 16 al 22 marzo come si è entra in Sicilia, con quale autorizzazione? Migliaia di persone. Sicuramente ci sono autorizzazioni, allora c’è una banca dati e allora io pretendo questa banca dati e comunque deve esistere la banca dati di tutte le persone che si sono messe in autoquarantena. Il 21 marzo 2020, comunicazione improvvisa alle 23:40: imminente adozione di misure drastiche che vietava le attività produttive. E cosa è successo?>>.

<<Il secondo esito, il 22 marzo, il Presidente della Regione Calabria disponeva il divieto di transito di sua competenza salvo che per salute, necessità, lavoro; contemporanea l’ordinanza che vietava lo spostamento tra Comuni e rientro al proprio domicilio. E perché? Tra il 21 notte e il 22 sono partiti gli altri viaggi della speranza. La gente è partita sapendo che poteva rientrare a casa, nel frattempo il ministro vietava di partire. E questo è il motivo del sequestro di persone perché questo è a Villa S.Giovanni. ‘Sti poveri cristi sono stati occultati nascosti e gli è stato impedito di passare>>.

<<Di fronte all’esodo del 22 marzo si sveglia il Presidente della Regione e comincia a fare post. A mezzanotte, tra il 22 e il 23, appare il primo post del Presidente della Regione: ho chiesto al Prefetto di intervenire immediatamente. Pretendo maggiori controlli alla partenza. Si intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello. Nella notte tra il 22 e 23 marzo arriva la conferma della Prefettura che saranno effettuati maggiori controlli sullo Stretto>>.

<<Il 23 alle 13:35 altro post: ho scritto stamane una nota al ministro Lamorgese in riferimento al transito nello Stretto di Messina e sta compiendo uno sforzo. Segue un comunicato stampa della Lamorgese: in relazione alle dichiarazioni del Presidente della Regione, Nello Musumeci, si rileva una costante diminuzione del transito e dai – suoi – dati, registrati dalle Forze dell’Ordine, non sarebbero vere le dichiarazione del Presidente. Presidente le hanno dato dell’imbroglione!>>.

<<Le persone che sono traghettate il 22 – lo dice la ministra – sono risultate legittimate a farlo. Sig.ra ministra, perché l’ho mandata a quel paese? Perché ha insultato il Presidente e, quindi, tutti i siciliani, perché non si può permettere di insultare il presidente. E sa perché? Perché trova un siciliano che si incazza come me e la insulta>>.

<<Sono stati fermati il 22 dai Carabinieri di Salerno e sono arrivati qui e il 23 mattina grazie alla mostra attività di intelligence non la sua, la nostra polizia municipale si mette in moto e riesce a coordinarsi con aacritrezza e fermano queste persone e si scopre che sono venute in Sicilia per spassarsela e ricongiungersi con altri colleghi della Spagna. I suoi servizi segreti glielo hanno detto, sig.ra ministra? Il verbale se lo prenda, anzi lo lasci stare che glielo sbatto in faccia in tribunale>>.

<<Avete criticato i siciliani, il mio Presidente della Regione e poi avete avuto torto! Sono state sequestrate persone a Villa e non li avete fatti traghettare. Perché, se non erano regolari, poi sono passati? Avete fatto i guardiani del faro. Lei è stata sfortunata sog.ra ministra -:puttana Eva – perché abbiamo beccato persone senza giustificazione>>.

<<Ora vi spiego perché non si passerà più poi verrà lei a spostare il muro che ci sarà. È sbagliato il metodo. Stiamo sprecando le nostre Forze dell’Ordine. Chiarita questa questione e arrivati allo scontro, dopo la monifestazione ho fatto l’ordinanza. Finito il serpentone, il padrone sono io della strada e del suolo comunale e io stabilisco le modalità di attraversamento. Sono passati senza informare i sindaci in violazione di legge sia delle ordinanze del Presidente della Regione, e dei ministri>>.

<<Cos’è successo il 24 notte? Sono stato contattato agli altri sindaci che erano preoccupati. Al 23 di marzo questa disposizione è stata violata. I sindaci non sono stai messi al corrente. Basta che facevano le riunioni blasonate, per il resto, se nella pratica era tutto fasullo, non gliene fregava niente. E no! Al sindaco De Luca gliene frega perché questi sono crimini di Stato! Per attraversare bisognava prenotarsi prima, attraverso una banca dati almeno 24-48 ore prima, come si fa con un banale aereo>>.

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