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Messina, mare “precluso ai cittadini” e i possibili assembramenti in era Covid

Messina, mare “precluso ai cittadini” e i possibili assembramenti in era Covid

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Giuseppe Sanò, cittadino messinese che da sempre presta il proprio impegno, spendendosi per il bene della propria città. Segue il testo.

La stagione estiva, che ci apprestiamo a vivere, sarà particolarmente problematica per il probabile perdurare del rischio di contagio da virus Covid-19 e mentre si ipotizza l’adozione di futuristiche misure idonee al normale svolgimento delle attività presso gli stabilimenti balneari, diventa opportuno ricordare a questa Amministrazione, che un lungo tratto di spiaggia bagnato dal mar Tirreno rimane precluso ai cittadini.

Ecco, che risulterebbe oltremodo necessario garantire il ripristino di più varchi possibili lungo la fascia tirrenica per evitare un sovraffollamento nelle poche spiagge accessibili. Ricordo a me stesso e alla cittadinanza tutta, che sono trascorsi quasi tre anni e che si sono susseguite ben due giunte comunali dall’ultimo sopralluogo, avvenuto la mattina del 7 giugno del 2017 alla presenza del sottoscritto, dell’ex assessore alle Politiche del mare Sebastiano Pino, degli uomini della Capitaneria di Porto, i Primi Marescialli Carlo Pagliaro e Tommaso Baluci.

L’obiettivo del sopralluogo prevedeva l’individuazione degli accessi già esistenti e l’impegno dell’esponente della giunta Accorinti a renderli tutti fruibili in sicurezza, soprattutto  ad anziani e disabili, oggi tristemente discriminati dallo stato dei luoghi. Anche l’attuale giunta aveva dato il proprio assenso alla risoluzione dell’annoso problema degli accessi al mare della costa tirrenica del comune, ma ancora oggi risulta pressoché impossibile accedere a quella porzione di mare.

Il sopralluogo aveva messo in evidenza la presenza di ben quattro varchi, talmente malandati da non essere quasi o del tutto fruibili per le condizioni in cui versano. Inoltre, insieme all’ex assessore Pino e agli uomini della Capitaneria di Porto, proseguendo sopralluogo, si era individuato un altro possibile varco da rendere nuovamente disponibile alla collettività, come previsto dal PUDM (piano utilizzo demanio marittimo).

Oggi, come allora, sono convinto che, purtroppo, sia necessario operare un distinguo tra il piano ideale ed il piano reale. Idealmente ho sempre sognato che l’affaccio al mare di tutta la costa, e non solo di quel piccolo tratto, venisse riconsegnato ai cittadini, creando punti panoramici e zone attrezzate dove compiere attività ricreative e sportive, come proposto anche in occasione del P.I.C.O. all’ex assessore Sergio De Cola e come mi sento di riproporre alla nuova Amministrazione.

La triste realtà, invece, mi impone, in questo frangente particolarmente delicato, di auspicare un intervento dell’Amministrazione comunale, che liberi e renda facilmente accessibili i passaggi esistenti e previsti dal PUDM, dando la possibilità anche a chi è affetto da patologie che non consentono una corretta deambulazione, di godere dell’ultimo bene non tassato, il mare e chissà che un giorno i sogni non possano diventare realtà, e in luogo di recinzioni e manufatti abusivi, possa sorgere uno dei più bei punti panoramici della città. Con la speranza, che la situazione possa essere presa a cuore dalla nuova giunta e, soprattutto, portata a compimento”.

Uno degli accessi negati al mare
Il mare dietro le sbarre
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