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Scuola di Mili S. Pietro: non si perda altro tempo

Scuola di Mili S. Pietro: non si perda altro tempo

I cittadini di Mili S. Pietro e degli altri villaggi vicini sono ancora in attesa di novità sul ripristino della scuola primaria, inutilizzabile a seguito di un incendio nell’aprile 2016 con i conseguenti disagi per famiglie e bambini.

A sollecitare il comune perché provveda ad avviare al più presto i lavori sono stati, da ultimo, l’associazione CTG di Mili S. Pietro, il consigliere comunale Paolo Mangano e il consigliere della I Municipalità Andrea Merlino, che lo scorso gennaio hanno nuovamente chiesto lumi all’amministrazione comunale sullo stato dell’iter burocratico, sollecitandone una veloce conclusione.

Il progetto di ripristino della scuola primaria di Mili S. Pietro, per un importo di 350.000 euro, è stato inserito lo scorso anno nel Piano triennale delle opere pubbliche del Comune per l’annualità 2020 e successivamente spostato al 2021.

I cittadini di Mili hanno formulato, in un incontro pubblico del gennaio 2019 con rappresentanti dell’amministrazione, una proposta migliorativa per accogliere nel plesso anche la scuola dell’infanzia, che farebbe risparmiare sui costi dell’affitto dell’attuale sede.

A gennaio l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Salvatore Mondello, ha fatto sapere che il progetto era stato completato e bisognava procedere soltanto ad integrarlo con le necessarie opere per la messa in sicurezza. Per questo il Comune aveva fatto eseguire una perizia idrogeologica in cui si evidenziava l’assenza di grandi rischi e la necessità di interventi minimi per la salvaguardia del plesso.

I cittadini di Mili auspicano che il Comune non si faccia trovare impreparato all’imminente uscita del bando regionale per l’aggiornamento 2020 del Piano triennale di edilizia scolastica 2018-2020, provvedendo a chiudere il progetto definitivamente, integrandolo con gli interventi per la messa in sicurezza.

Si chiede insomma che si eviti ciò che è successo lo scorso anno per il precedente bando di aggiornamento, quando il Comune inspiegabilmente (e senza che alcuna giustificazione valida sia stata data) presentò alla Regione l’elaborato progettuale fuori tempo massimo, causando l’esclusione del progetto dalla graduatoria degli ammessi.

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