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Incendio Spadafora: lettera aperta dell’assessore Maria Ialacqua

Incendio Spadafora: lettera aperta dell’assessore Maria Ialacqua

Sono stati due giorni infernali, di panico e paura per l’intera comunità spadaforese, a causa del terribile incendio che ha colpito, senza tregua, le frazioni di San Martino e di Grangiara. L’assessore Maria Ialacqua si rivolge ad un’intera comunità messa a dura prova, ma che troverà la forza di rialzarsi per far risplendere nuovamente un borgo marinaro caratterizzato da una bellezza unica.

«Tanta, tanta paura in questi giorni!
Giorni che ti riportano indietro di 12 anni, giorni che non vorresti più rivivere!
Gente che ti chiede aiuto e tu non sai come fare, gente che non vuole abbandonare la propria casa, gente anziana che non sa come e cosa fare, bambini impauriti!
Questo 2020 è iniziato davvero con il piede storto e sembra non volerlo drizzare.
La paura adesso fortunatamente si è placata.
Mi sento in dovere di ringraziare tutte le forze dell’ordine, TUTTE che non ci hanno lasciato soli; il nostro sindaco per essere stata in prima linea presente accanto a noi, all’ingegnere, a tutte le associazioni di volontariato e protezione civile di altri comuni venuti a prestare il loro aiuto, ai volontari spadaforesi che hanno aiutato durante l’evacuazione di alcune abitazioni, ma permettetemi di fare due ringraziamenti particolari senza voler offendere o denigrare nessuno.
Ringrazio con il profondo del cuore tutti i volontari della *misericordiaspadafora* per essere sempre e in qualsiasi circostanza accanto ad ogni singolo cittadino spadaforese, ma soprattutto un grande supporto per quest’amministrazione; e poi una delle nostre consigliere che dalle 11 di stamattina, ha aiutato i vigili del fuoco nella ricerca di focolai nascosti, cittadini in difficoltà insomma ha ottenuto il brevetto di soccorritore a pieni voti grazie Pasqualina Giannone.
Perche l’unione fa la forza, perché quello che si fa lo so fa per la nostra meravigliosa *SPADAFORA*.»

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.
(Eugenio Montale)

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