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Messina, Biancuzzo: “Riaprire la biblioteca regionale universitaria”

Messina, Biancuzzo: “Riaprire la biblioteca regionale universitaria”

L’approssimativo ritorno alla normalità ha spinto il Consigliere VI Circoscrizione, Mario Biancuzzo a schierarsi dalla parte dei concittadini. In più di trecento hanno lanciato l’iniziativa di riaprire la biblioteca regionale universitaria “Giacomo Longo”. Segue il testo della nota.

Si fa seguito all’importante iniziativa di oltre 300 concittadini messinesi che promuovono la riapertura della biblioteca regionale universitaria Giacomo Longo proprio perché siamo entrati nella fase di normalità dopo il coronavirus.

Mi ritengo favorevole ed anche sottoscrittore dell’iniziativa, ma sottolineo che in questa città la cultura ha un “Prezzo” in quanto la VI Circoscrizione per accedere ai luoghi di cultura posti nel centro della città  è costretta a pagare il pedaggio autostradale €1,20 per entrare e ritornare per compiere circa 6 km nello stesso territorio comunale.

Ancora una volta una petizione con 10mila firme risulta vanificata, inascoltata con la beffa di subire proprio per le economie carenti soprattutto in questo momento di difficoltà di fruire del patrimonio artistico storico e culturale come l’accesso alle biblioteche ubicate nel centro della città.

Vorrei ricordare che, gli articoli 3 e 9 della Costituzione sono di supporto alla petizione per l’abolizione del pedaggio in entrata ed uscita in località Ponte Gallo Comune di Messina

Infatti l’art. 3 recita “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica economica e sociale del paese”.

Mentre l’art. 9 recita, “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”.

Ciò detto, come può pretendere una città civile e metropolitana permettere che ci siano cittadini di seria A e cittadini di serie Z costretti a pagare quello che non è loro dovuto?

Quindi, la cultura ha un prezzo ed ancora una volta lo sviluppo di questa città è compromesso ed è amaramente subito senza che gli organi preposti, a garanzia della stessa Costituzione, intervengano a tutela  dei principi costituzionali.

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