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Santuario “Ecce Homo” di Calvaruso: al via i lavori di riqualificazione

Santuario “Ecce Homo” di Calvaruso: al via i lavori di riqualificazione

Consegnati stamattina alla ditta aggiudicataria Chiofalo Marco di S. Filippo del Mela, i lavori di ristrutturazione del Santuario “Ecce Homo” di Calvaruso. Il progetto prevede lavori di ristrutturazione, recupero funzionale, adattamento e miglioramento energetico del complesso conventuale e degli spazi annessi.
«Grande soddisfazione dell’Amministrazione Comunale – dice il sindaco di Villafranca Tirrena, Matteo De Marco – per il raggiungimento di un altro importante traguardo nell’ottica della crescita dal punto di vista turistico del territorio che nella fattispecie valorizza l’aspetto culturale- religioso.»

Cenni storici…

A 20 Km da Messina a 110 mt sul livello del mare, Calvaruso, piccolo borgo incastonato nelle falde delle colline peloritane, presenta agli occhi del visitatore il gioiello più prezioso nel suo scrigno: il Santuario “Gesù Ecce Homo”. L’edificio è stato realizzato nel 1619 dalla nobile e potente famiglia dei Moncada è stato più volte restaurato grazie all’intervento dei Frati Francescani del Terzo Ordine Regolare, custodi dei luoghi sacri.

L’antico complesso conventuale conserva le rigide linee della spiritualità francescana del tempo. Un luogo dello Spirito in cui arte e natura si fondono in armonia creando un atmosfera ideale per trascorrere momenti di assoluta preghiera.

Semplicità, essenzialità e austerità creano il luogo ideale dello Spirito, attraverso momenti di raccoglimento con l’Assoluto.
La Chiesa inizialmente dedicata all’Immacolata Concezione, divenne centro di spiritualità da quando Frate Umile da Petralia, abile crocifissista, scolpì la statua dell’ex e Homo, testimonianza di fede mirabile sintesi di fede, arte e pietà.

Il Cristo è ritratto in piedi, in un contesto nobile regale. La vera essenza del dolore di Cristo si percepisce a pieno volto, incorniciato da capelli fluenti, dalla barba e dalla corona di spine. Lo storico francescano Tognoletto in “Paradiso Serafico” tramanda la tradizione secondo cui il volto sarebbe stato realizzato dagli angeli.

Nel febbraio 2015 sono stati effettuati importanti interventi di restauro e pulizia sulla macchina decorativa e sulla statua riconsegnando ai fedeli un’opera ritornata al suo antico splendore. Nei locali attigui al secentesco chiostro, dal 1983, è aperto ai visitatori il Museo della “Devozione”, cosiddetto perché, fra l’altro, conserva degli ex voto. Il visitatore che si accinge ad osservare e ad ammirare le opere nota, in primo piano, delle statuette artisticamente espressive scolpite in legno, di un antico presepio di scuola napoletana dell’artista messinese Gemolo, del 1700.

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