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Il canile Dog Village: una formidabile struttura per i cani di Messina

Il canile Dog Village: una formidabile struttura per i cani di Messina

Poco più di una settimana fa, nel cuore della notte, un tam-tam mediatico echeggia tra gli amanti degli animali di Messina: i nostri cani stanno per essere deportati. Seguo personalmente da mesi questa vicenda, e qualcosa non mi torna. Parte cosi un giro di telefonate ad amici, conoscenti, animalisti e volontari.

Si tratta in realtà, del nuovo servizio di accalappiamento dato in appalto con regolare bando dal comune di Messina. Mi arrivano anche delle foto scattate durante l’espletamento di questo servizio e, dal nome impresso su uno di questi mezzi, risalgo alla ditta.

Dopo qualche ricerca riesco a trovare e contattare il titolare della stessa che, garbatamente, mi conferma la natura del servizio e mi rassicura sulla professionalità degli addetti adeguatamente formati, e dell’idoneità dei mezzi certificati dall’ASP.

Ma dove vanno a finire quindi questi cani una volta presi in carico da questo servizio? La situazione a Messina è attualmente critica, i canili sono saturi all’inverosimile o in via di chiusura per le criticità strutturali nonostante l’immenso amore messo in questo lavoro da volontari e animalisti.

Vengo quindi a sapere che i cani potrebbero andare a finire in una struttura vicino Gela. Ricominciano le ricerche e le telefonate, fino a quando vengo alla concluione che si tratta di un canile si vicino a Gela, ma più precisamente in provincia di Caltanissetta, ed esattamente nel territorio di Butera.

Le voci e le illazioni su questo canile si sono già sparse sui social a macchia d’olio, alcune davvero allarmanti per il tono: “è un canile lager”, “fanno sperimentazioni sugli animali”, “Gela? Dev’essere gestito dalla mafia!”.

La situazione mi sembra inverosimile , riesco quindi a rintracciare prima il proprietario, Gianluca Nastasi, e la struttura che si chiama Dog Village. Telefonicamente, vengo dunque rassicurato sulla bontà della struttura e invitato a visitarla per verificare personalmente la cura, l’amore e le attenzioni a cui vengono sottoposti gli ospiti, e verificare la qualità stessa della struttura, appena costruita.

Passata una settimana, insieme ad una convinta animalista, la dottoressa naturalista Anna Stanco, partiamo per guardare con i nostri occhi se quello che ci è stato raccontato corrisponda al vero.

Dopo un viaggio durato un paio di ore, arriviamo finalmente sul posto ed effettivamente la struttura vista da lontano sembra nuovissima. Visibili dalla strada sono anche gli eventuali ospiti. Questa semplice osservazione denota che c’è ben poco nascondere, cosa che purtroppo spesso succede in altre strutture nascoste all’occhio indiscreto del passante.

La visita è inaspettata, ed anche se è l’ora di pranzo veniamo accolti con gentilezza. Dopo esserci presentati e spiegata la natura della visita incominciamo subito il giro.

Si tratta di un’area di circa 10.000 mq interamente recintata e di recente costruzione. All’entrata la casa del sorvegliante notturno, fornita di ogni necessità e comfort.

Passiamo poi al canile sanitario con annesso ambulatorio. Si tratta di una struttura di 45 posti con macchina all’avanguardia (tac, risonanza, radiografia, anestesia gassosa) con annessa sala operatoria. Qui i cani vengono visitati all’ingresso, microchippati ed eventualmente curati dal veterinario sempre presente in luogo h24.

Il canile vero e proprio, è diviso dalla struttura sanitaria ed ha annesso una parte per i cani in isolamento ed alcuni box per i gatti. Ci sono ben tre aree di sgambettamento, due per il canile e una per i cani di isolamento per oltre mille metri quadrati totali. I box da 3 posti hanno 8 metri quadrati di spazio all’interno e 16 esterni e possono ospitare fino a 400 cani in totale.

Altri 24 box singoli più piccoli sono destinati per i cani in isolamento mentre 12 sono destinati ai cuccioli o i gatti in transito.

Attualmente ci sono 8 operatori divisi in due turni più il custode notturno, il veterinario, e uno specialista comportamentista.

Sinceramente, la struttura, l’organizzazione del personale, l’ordine e la pulizia mi hanno lasciato stupito. Non mi era mai capitato di entrare in un canile e non avvertire qualche sgradevole odore o di notare qualche criticità nonostante le amorevoli cure profuse. Qui tutto funziona alla perfezione. Anche le acque vengono riciclate, e la mortalità è allo 0%, come abbiamo constato visitando la cella frigorifera che non è mai stata usata.

Ma la cosa che mi ha colpito più di tutte è stata una statua di San Rocco, patrono dei cani, dentro la struttura. Statua che denota una missione, un amore per gli animali che non è semplice business ma una vera scelta di vita.

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