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Articolo Uno, Siracusano: “Stucchevole l’uso strumentale del Ponte”

Articolo Uno, Siracusano: “Stucchevole l’uso strumentale del Ponte”

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Segretario Provinciale di Articolo Uno, Domenico Siracusano, relativa alla richiesta di Italia Viva di inserire il Ponte sullo Stretto nel Recovery Plan, durante il confronto con la maggioranza di Governo.

“Al Tavolo con il Governo Italia Viva chiede il Ponte sullo Stretto e poi Renzi. Bene l’utilizzo di 14 miliardi del Next Generation EU per l’infrastrutturazione ferroviaria. Tra le richieste della delegazione di Italia Viva al tavolo della maggioranza di governo pare ci sia stata quella relativa all’inserimento del finanziamento del ponte sullo Stretto all’interno del Next Generation EU

È stato già chiarito, in più occasioni, che l’ipotesi progettuale del ponte risponde, con tutta evidenza, ai criteri di esclusione indicati dall’UE cioè “progetti “storici” che hanno noti problemi di attuazione di difficile soluzione nel medio termine, pur avendo già avuto disponibilità di fondi

Crediamo sia legittimo per i sostenitori dell’attraversamento stabile sullo Stretto rilanciare il sostegno alle loro posizioni, ma farlo in maniera scomposta e stucchevole, senza tenere conto dei vincoli e delle procedure, riveli, per l’ennesima volta come, oltre ad un evidente ideologismo, si nasconda anche l’uso strumentale dell’idea ponte che – come più volte abbiamo denunciato – si trasforma una eccezionale arma di distrazione di massa, utile quando non si hanno altri argomenti.

Va detto che lo stesso Matteo Renzi, forse rendendosi conto del marchiano errore, qualche ora dopo su Twitter ha scritto – riferendosi al ponte – che “è tecnicamente impossibile inserirlo nel Recovery Plan”. Siamo di fronte ad un passaggio delicato per il nostro paese, dentro una crisi pandemica senza precedenti, chi, come Italia Viva, motiverebbe le proprie critiche al Governo chiedendo un utilizzo più attento dei fondi del Next Generation EU provi a guardare con più attenzione alle necessità dei territori e del mezzogiorno in particolare assicurandosi che ogni euro venga investito per lo sviluppo socio-economico e la coesione sociale. In questa direzione l’investimento di 13/14 miliardi sull’infrastrutturazione delle linee ferroviarie al sud, previsto dal piano del Governo Conte, sono un segnale chiaro ed inequivocabile”.

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